"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." (Italo Calvino)
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[#5] E così ti scrivo questa lettera
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ARGOMENTO: [#5] E così ti scrivo questa lettera

[#5] E così ti scrivo questa lettera 04/06/2010 11:43 #21

Periodo: Marzo - Aprile 2006

Numero partecipanti: 5
dododudu
-Barby-
icarothelight
marcoslug
maurocap
  • admin

Re: [#5] E così ti scrivo questa lettera 06/06/2010 21:07 #72

E COSÌ TI SCRIVO QUESTA LETTERA di dododudu


Caro amico,
le mie radici di cattolico democratico mi permettono di rivolgermi a te in questo modo, anche se non abbiamo una conoscenza reale, questo sarebbe però auspicabile per il futuro, non credi?

Ho qualcosa da dirti e così mi sono detto, quale migliore occasione, di un concorso che scade l'8 aprile?

E così ti scrivo questa lettera, una sorta di lettera aperta, che non ti giungerà nella posta intasata da chi ti chiede il voto spiegandoti la vera storia italiana, fatta di grandi bufale spacciate per verità assolute.

Una storia fatta di sorrisi e ottimismo, in cui è spiegato passo passo come mai l'Italia è all'ultimo posto in Europa per crescita e sviluppo per colpa dei comunisti, si quelli che da sempre mangiano i bambini e ora abbiamo scoperto che li preferiscono bolliti con un po' di maionese.

Non c'è scritta, invece, la storia che il resto del mondo, comunista anch'esso come la confindustria, quella fatta di furbetti del quartierino improvvisamente arricchiti, di grandi capitali divenuti enormi e di un ceto medio che ormai fatica ad arrivare alla fine della terza settimana.

Non c'è scritta la storia di chi possiede la totalità delle televisioni e molti giornali e grida tutti i giorni al complotto mediatico, un po' come Pannella che per avere qualche passaggio in Tv strepita perché questa non da spazio ai Radicali.

Non c'è scritta la storia dei giovani costretti ad un lavoro, simile alla schiavitù e che del lavoro non ha la dignità e che in pochi anni ha visto rinnegate tutte le conquiste delle lotte sindacali fatte dai nostri padri.

Non troverai nemmeno la storia di una scuola pubblica che si vede ridotti i fondi (solo quest'anno -40%) e che presto non sarà più in grado di garantire anche un minmo di trasmissione di cultura a scapito di una scuola per ricchi che grazie ai fondi dello stato darà servizi sempre migliori.

Così come non troverai la storia di un'Università percheggio e quella dei giovani cui non basta più la laurea e un master per diventare appetibili per le aziende.

Ora, non è mia intenzione convincerti a votare per un partito piuttosto che per un altro, voglio solo invitarti ad aprire, per una volta gli occhi e a pensare, per una volta almeno, con la tua testa.

Certo che ci proverai, rivolgo anche a te il mio augurio, di poter vivere in un'Italia migliore.

A presto,
Domenico
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#5] E così ti scrivo questa lettera 06/06/2010 21:08 #73

E COSÌ TI SCRIVO QUESTA LETTERA di -Barby-


Carissimo..o maledetto,come preferisci,
Se solo avessimo potuto fermarti..avremmo usato qualsiasi arma per poterlo fare.
Invece tu no..tu come un parassita ti sei accanito in quel corpicino già debole e malato.
Ancora mi sembra di vedere i suoi occhietti sempre spalancati e profondi che mi seguono per la stanza dell'ospedale mentre le porto via la cena.
In ospedale..li'poi lei aveva già imparato a viverci,a sopravviverci.Già conosceva il dolore delle flebo fuorivena e il malinconico lamento dei sospiri che la circondavano nei letti.
Ma lei in un certo senso li accudiva tutti i suoi vicini,li vegliava con lo sguardo la notte e col silenzio il giorno.
E pensava di guarire Ruth.Pensava di poter arrivare agli 81 e di lasciare quelle abbaglianti pareti tremendamente bianche sulle sue gambe un giorno,sui suoi piedini a volte minuti a volte gonfi come due piccoli palloncini da festa.
E infatti se n'era andata..ed era poi tornata e dinuovo aveva camminato via e ancora l'avevano riportata li'.E poi tu,questo accanito morbo della bronchite o come ti chiami?Che con quei colpi di tosse te la sei presa per sfinimento tanto che a deglutire temeva di soffocare mentre guardava l'aria che la rifocillava da quel piccolo spiraglio di vento.
Non hai davvero avuto limiti,ma ora lei comunque ti ha sconfitto.In qualche modo sei stato vinto..e cosi'ti scrivo questa lettera,per domandarti se ne valeva la pena.
Spero possa pentirti del male che hai portato,
magari lo hai già fatto.
Comunque spero di non incontrarti più nel mio cammino,

-Barby-

Ps:In memoria di Ruth,a quasi 2 mesi dalla sua scomparsa.
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#5] E così ti scrivo questa lettera 06/06/2010 21:09 #74

E COSÌ TI SCRIVO QUESTA LETTERA di icarothelight


Lo sapevo cazzo!
Ogni volta è sempre la stessa storia. Mi siedo al cesso, prendo il mio Dylan Dog comincio a leggere.... e qualcuno suona alla porta.
Ma porca pupazza!
Che faccio? Che faccio????
E va bene mi alzo...
Mi tiro su i calzoni mentre cammino, come un assurdo pagliaccio di seconda classe e barcollando arrivo alla porta. Apro. Non c'è nessuno. 'Cazzo!' mi dico. Poi per terra trovo una lettera. Una busta bianca. Mi chino a raccoglierla. Do' un'occhiata in giro ma non vedo nessuno. Chiudo la porta. Mi siedo sul divano di pelle e apro con curiosità la lettera.
Ciao “Caro”
Non posso più continuare così… ho provato a far finta di nulla, mi sono detta prima o poi la smetterà
O CAZZO OH CAZZO!
Ma invece tu niente… hai continuato. Ho scoperto di quella troia ad ottobre
MERDA LO SAPEVO MERDA!!!!
Ma dico? Ma come hai potuto? Ti ho sempre lasciato libero… ti ho concesso la libertà che volevi… e tu… …
MA COME CAZZO HA FATTO A SAPERE? STAVOLTA AVEVO FATTO TUTTO PER BENE! CHI CAZZO GLIEL’HA DETTO???
Questa lettera è solo per dirti che me ne vado. Porto con me tutti i soldi che ti ho sempre dovuto prestare perché tu volevi fare il pittore… spero che quella zoccola ti sappia mantenere.
Non più tua, Daria.
DARIA?
DARIA???? E CHI CAZZO è DARIA???? NON CONOSCO NESSUNA DARIA!!!!
Un dolore improvviso mi coglie. Sento le gambe tremare. Una strana sensazione m’investe. Poi quasi magicamente tutto torna normale.
Anzi sto meglio.
Poi uno strano calore m’investe nei calzoni. Poi capisco.
Cazzo mi sono cagato addosso.
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#5] E così ti scrivo questa lettera 06/06/2010 21:10 #75

E COSÌ TI SCRIVO QUESTA LETTERA di marcoslug


Cara Sofia,
hai ragione, io non faccio mai le cose senza un motivo razionale. Stamattina, passeggiando, nervoso e spaesato come mi capita sempre da ormai due mesi a questa parte, per Unter den Linden, ho intravisto il faccione di Bowie sulla copertina di un disco esposto in una vetrina. Era "Heroes", la colonna sonora da noi preferita per le nostre serate pizza-film-ciambelle. Scommetto che non te lo ricordi. Ebbene, Bowie e le ciambelle hanno scatenato in me un moto cerebrale irrefrenabile. Di colpo, ho riacquistato tutta la lucidità e l'efficienza mentale che avevo perso ed ho percepito finalmente l'inutilità di questo mio esilio volontario a Berlino (che poi, detto tra noi, avrò completato sì e no due capitoli di tesi). E così ti scrivo questa lettera.
La notizia principale, da titolo in prima pagina, è la seguente: torno in Italia. Prima che tu scoppi in una grassa e giustificata risata, ti dico solo che non vengo a concederti il mio perdono, o peggio ancora con l'intenzione di ignorarti come se nulla fosse accaduto. Mi hai lasciato e ora stai con un altro: questi sono i fatti e li accetto senza fare alcun dramma. Ma la vita è fatta di parentesi e ripensamenti, di sbandate e piccole crisi. La mia parentesi tedesca si è definitivamente chiusa ed ora torno a casa per riprenderti. L'immagine che mi è venuta in mente prima, mentre mangiavo un kebab nel chiosco vicino alla stazione della metropolitana (te n'ho parlato, vero?), è quella di Riccardo I, che, vittorioso nelle Crociate, torna nella sua Inghilterra per riprendersela. Rende abbastanza?
Non voglio essere sleale; nella tasca del giaccone ho un biglietto Tegel-Fiumicino per mercoledì prossimo alle sette di sera. Ti do questo vantaggio, scappa finché sei in tempo. Ma prima di fare qualsiasi proposito di fuga, ti prego solo di una cosa: metti su quel cd con il faccione di Bowie (dovrebbe essere ancora in macchina), traccia numero tre.
A presto,
Marco (Cuor di Leone).

P.S. Ringrazia tua mamma per le tagliatelle all’uovo che mi ha mandato (forse a tua insaputa). È rassicurante sapere che almeno una persona di casa Sabatini mi vuole ancora bene.
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#5] E così ti scrivo questa lettera 06/06/2010 21:13 #76

E COSÌ TI SCRIVO QUESTA LETTERA di maurocap


Mia adorata Calliope,
ricevere questa lettera ti ha stupita, vero? In fondo chi scrive più lettere di carta e inchiostro nell'era della comunicazione turbodinamica? Sono certo che rivedere dopo solo due parole un soprannome che avevi dimenticato persino tu ti ha spaventata un pochino, mia paurosa amica, ma non hai ragione di esserlo perché sono proprio io.
Non scriverò il mio nome perché tu lo ricordi bene, è riemerso dalla tua memoria non appena hai riconosciuto la mia calligrafia. Sono sicuro che ti ricordi ancora di me, anche se temo più che altro di desiderarlo. Ho sempre adorato immaginare che tu ti ricordassi di me di tanto in tanto, con quella nostalgia e quel pizzico di rimpianto che i perduti amori coltivano col trascorrere delle stagioni.
Se nel tuo cuore alberga ancora l'odio per me ti imploro di attendere prima di strappare questo scritto perché qui troverai la spiegazione del mio gesto.
Quanto tempo è passato? Ventisei infernali anni senza di te, ventidue corroboranti anni lontano dal resto del mondo.
Perché?
Tutto iniziò il giorno in cui mi accompagnasti da quel rivenditore di auto, oddio, non pretendo che tu ricordi ogni particolare ma quello fu un episodio così bizzarro che potresti averlo conservato sino a oggi. Dunque, stavamo guardando una fiat, credo fosse una Multipla perché all'epoca avevo il pallino per quella macchina, e mi ero ormai convinto ad acquistarla. Il rivenditore ne declamò gli infiniti pregi senza menzionare alcun neo. Involontariamente lo fissai a lungo, farlo era un mio difetto che mi rimproveravi sempre. Bene, ricordi cosa disse subito dopo?
«Vedete questa è una macchina usata, l'abbiamo riverniciata per farla sembrare nuova, ma se controllerete bene il motore ve ne accorgerete anche voi due grulli.»
Restammo stupiti di quelle parole. Il venditore proseguì a lungo nella sua disanima di tutti i particolari che avremmo dovuto notare per capire la loro furbata, e il continuo chiamarci grulli, stupidi e ignoranti ti fece infuriare così ce ne andammo. Egli se ne meravigliò come se non avesse pronunciato nessuno di quegli insulti.
La notte stessa ci pensai su. Il tizio aveva iniziato a comportarsi in quel modo solo dopo che l'avevo guardato dritto negli occhi.
Ero sempre stato un fanatico del sovrannaturale, ricordi? Bene proprio per quella ragione fui portato a pensare che in qualche assurdo modo ero stato io a costringerlo a dire la verità, per di più senza che se ne accorgesse!
Non ti dissi nulla perché mi vergognavo, ma l'idea di possedere un certo "dono" mi esaltò. Nelle settimane seguenti mi misi all'opera. Iniziai parlando del più e del meno con la gente incontrata in autobus o in giro per la città ottenendo risultati incredibili.
Non potei crederci, quel potere era meraviglioso!
Pensai come sfruttarlo meglio perché le possibilità erano infinite. Commercio? Avrei potuto guadagnare miliardi di euro semplicemente parlando con le persone giuste. Politica? Avrei potuto conoscere i più reconditi segreti di ogni avversario e sbaragliarlo in qualsiasi confronto.
Per fortuna non sono mai stato un uomo assetato di potere, altrimenti la mia scalata non avrebbe avuto limiti. Probabilmente sarei diventato l'uomo più pericoloso del mondo, ma sarebbe bastato qualche scrupolo in meno e ora saresti semplicemente sposata con l'uomo più ricco del mondo.
Scusa, questo non avrei dovuto scriverlo. Chissà chi altri hai conosciuto dopo che me ne andai...
Tornando al mio racconto pensai di usare il mio dono per il bene dell'umanità. Che folle sognatore eh?
Ti dissi di aver cambiato lavoro, che ero diventato un rappresentante e avrei girato l'Italia. In un certo senso non ti mentii perché l'Italia la visitai davvero tutta, da un'aula di tribunale all'altra. In quegli anni uscì addirittura un articolo sul Corriere della Sera riguardo le incredibili confessioni di criminali incalliti, situazioni paradossali nelle quali l'avvocato difensore cercava di zittire il proprio assistito mentre il magistrato sorrideva incredulo. Feci condannare persino due giudici per associazione mafiosa e mio Dio! Centinaia di stupratori e pedofili e brutali assassini... Santo cielo di quanta malvagità fui testimone! Ricordi la confessione pubblica di Berlusconi all'udienza di Milano? Fu merito mio se quel nano bugiardo finì in galera, altrimenti non lo avrebbero mai stanato.
Ma non divagherò più.
Ci vedemmo davvero poco in quegli anni. Mi chiedesti se avevo qualche problema, credevi che stessi vedendo un'altra. No, tu eri l'unica per me e sì, avevo un problema. Il mio dono divenne un'ossessione. Non riuscii a fare a meno di usarlo in ogni dove, cercando sempre di aiutare e di portare a galla la verità.
Ricordi com'ero sotto pressione? Dimagrii a vista d'occhio e rifiutai il tuo prezioso aiuto, mio perduto amore.
Una notte accadde l'irreparabile. Ero in albergo a Napoli dove cercavo di prendere sonno dopo una estenuante giornata a palazzo di giustizia quando qualcosa scattò nella mia testa. Ebbi la sensazione che il mio potere aumentasse la propria forza come un muscolo bene allenato.
Fu l'inizio dell'inferno.
Il giorno successivo persi il controllo. Il mio sguardo divenne superfluo, ora bastava la mia presenza per scatenare l'irrefrenabile desiderio di parlare sinceramente in tutte le persone intorno a me. Puoi immaginare cosa accadde! Le coppie litigavano, i poliziotti confessavano i loro abusi parlandone come fossero gesti quotidiani, i maniaci si confidavano ai passanti.
Un incubo. Un tormento continuo.
Fui costretto a isolarmi dagli altri, salii in macchina e fuggii distante da tutti. Lì mi costrinsi a prendere la decisione che cambiò le nostree vite.
Vedi, mi ero ripromesso di non usare mai il mio sguardo su di te. Ti amavo, ti rispettavo e mai avrei potuto violentarti in quel modo. Come potevo ritornare da te in quelle condizioni? Avevo perso la capacità di controllare quel diabolico regalo, senza rendertene conto tu mi avresti confessato ogni tuo segreto e io NON LO VOLEVO!
Piansi, piansi per tutti gli anni che seguirono e tavolta piango ancora. Piansi perché mi resi conto di aver fatto la cosa giusta.
Da quel giorno ho vissuto in solitudine, limitando i miei contatti col prossimo al minimo indispensabile per la mia sopravvivenza.

Come vorrei che tu mi credessi. Probabilmente penserai che io sia ormai completamente impazzito dopo anni di chissà quale malattia, oppure che io non sia chi dico di essere, magari sono solo un mitomane che tenta di farti soffrire. Non posso saperlo con esattezza perché è passato troppo tempo e forse anche tu sei cambiata.
A dire il vero non ha più importanza sai? Vedi, la ragione che mi ha spinto a scriverti è che mi sarebbe dispiaciuto andarmene senza raccontarti la verità. La settimana scorsa il medico non ha potuto, ovviamente, nascondermi nulla: sto per morire.
Questa volta me ne andrò senza rimpianti perché non ti ho taciuto alcunché. Non invoco il tuo perdono perché non lo merito, quindi ti dirò semplicemente questo...
Addio.

PS: come prova di onestà di quanto ho scritto sappi che andrò all'assemblea dell'ONU di mercoledì 12 aprile. Parlerà il presidente degli Stati Uniti riguardo la crisi Venezuelana e le ragioni del loro attacco preventivo.
Marco

"Midnight is where the day begins."
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