"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." (Italo Calvino)
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[#6] L'incontro
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ARGOMENTO: [#6] L'incontro

[#6] L'incontro 04/06/2010 11:44 #22

Periodo: Maggio 2006

Numero partecipanti: 5
Ballestrazzi
icarothelight
marcoslug
dododudu
19thRat
  • admin

Re: [#6] L'incontro 06/06/2010 21:19 #77

L'INCONTRO di Ballestrazzi


Ogni volta che ho un incontro ripeto meccanicamente gli stessi gesti...
Mi alzo, non penso a nulla o forse a tutto quello che non mi ricordi quello mi aspetta...
Mi butto sotto la doccia e metto l'acqua talmente fredda che la pelle diventa rossa e sento il calore del sangue che scorre nelle braccia...
Sto immobile per minuti davanti allo specchio e guardo i miei muscoli, il mio petto che si alza al ritmo del respiro...
Mi vesto, il vestito si sa è quello che porta fortuna, quello che metto solo negli incontri importanti...
Oggi è certamente il più importante e quando LA vedo un brivido mi corre lungo la schiena e dentro lo stomaco...
E' là che mi aspetta e una volta insieme penso che staremo insieme per sempre... Forse...
Soltanto dodici giri d'orologio ci separano e poi sono sicuro che ti potrò abbracciare...
Mia adorata cintura di campione del mondo dei pesi massimi
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#6] L'incontro 06/06/2010 21:21 #78

L'INCONTRO di icarothelight


Tutto era cominciato una mattina.
Il signor Uno si era alzato, come spesso gli capitava negli ultimi tempi, alle 6:30. Non riusciva a dormire più di 4 ore a notte e più passavano gli anni e più le ore di sonno diminuivano. Si era presentato allo specchio del bagno, si era guardato e come sempre non gli era piaciuto ciò che vi era riflesso. Era sceso in strada alle 7:15 circa e poco dopo... l'aveva visto:
un uomo, che dal lato opposto, gli faceva cenno d'avvicinarsi. Era vestito con uno strano pigiama viola, indossava impeccabili pantofole nere e sorrideva, di un sorriso falso e divertito. Il signor Uno, declinò l'invito con la mano, il tipo gli incuteva uno strano malessere malsano che gli fece accelerare il passi verso il giornalaio di fiducia.
"Conosci quell'uomo?" aveva chiesto al giornalaio.
"Chi? Quello col pigiama viola? Certo che lo conosco è l'incredibile Hulk! Dicono che diventi verde se s'incazza!" gli aveva risposto divertito l'uomo affermando di non vedere nessuno per strada. In effetti la strada ora, si presentava sgombra.
.....
Il giorno dopo, l'uomo del pigiama era seduto accanto ad una donna in una panchina e lo osservava fare jogging. Continuava ad invitarlo ad avvicinarsi e continuava ad avere stampato quello strano sorriso.
....
Il terzo giorno lo vide disteso in strada. Erano le 5:15 del mattino. Si era affacciato per vedere che tempo gli riservava quella giornata ed eccolo! Disteso, con le mani imploranti, come un bimbo in attesa di essere preso in braccio, sorrideva e gli faceva cenno di andare
vieni
ed il sangue gli si era gelato, bloccato come catrame nelle vene. L'uomo continuava ad agitare le gambe e sembrava sempre più un neonato (o uno scarafaggio capovolto), poi qualcosa gli uscì dalla bocca. Il signor Uno non capì cosa fosse, ma smise di guardare con le gambe prese da una tarantella irrefrenabile.
....
Il quarto giorno, fu quello decisivo. Il signor Uno stava per andare a fare la spesa quando vide l'uomo in pigiama viola, in ginocchio, accanto ad un lampione. Sembrava stesse pregando. L'uomo appena l'aveva scorto si era girato verso di lui e gli aveva offerto il suo bellissimo sorriso. Era un sorriso sempre più intenso e stavolta non provocò disagio. Le dita si mossero
vieni
e stavolta il signor Uno acconsentì. Si diresse verso il lampione e l'uomo in ginocchio si alzò, non smettendo di sorridere.
Mentre camminava verso quell'uomo bizzarro, sentì uno strana sansazione alla gola, come se qualcosa della colazione mattutina volesse a tutti i costi fargli visita nella bocca.
La sensazione sgradevole aumentò decisamente con l'avvicinarsi all'uomo che sogghignava.
Il signor Uno cominciò a sorridere ed allungò le mani verso l'uomo come a volerlo abbracciare. Le sue gambe stavano correndo.
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#6] L'incontro 06/06/2010 21:21 #79

L'INCONTRO di marcoslug


Ognuno ha i propri momenti di elevazione pagana, credo. Quei momenti in cui, per un qualche fattore materiale, ti senti incondizionatamente felice, o meglio spensierato. C’è chi per scacciare le proprie ansie prende la macchina e guida per ore in autostrada senza una meta precisa; a me invece basta mangiare un cremino sulla panchina davanti al laghetto dei cigni e una giornata da grigia diventa, anche solo momentaneamente, serena. Tutto sommato è un vizio abbastanza economico, no?
Venerdì scorso, dopo tutto lo stress accumulato a Marina di Bibbona, avevo proprio bisogno degli effetti terapeutici del cremino. Con un’occhiata di intesa a Gianni, il proprietario del mio chioschetto preferito, mi servii da solo, lasciai i soldi sul frigobar e in tutta fretta mi fiondai sulla panchina, quel giorno straordinariamente libera. Ero sospeso tra la realtà e un mondo parallelo fatto di panna e glassa di cioccolato, quando sentii una mano pesante bussarmi insistentemente sulla spalla sinistra.
“Sempre il solito distratto, Amati, eh?”
“Prego?”
“Il cremino… ti stai sporcando tutta la camicia…”
“Porc… è vero! La ringrazio molto, ma… posso chiederle come fa a conoscere il mio nome?”
“Cos’è, ora non ti ricordi nemmeno dei tuoi vecchi professori?”
“Professor Castellani! Mi scusi davvero, non l’avevo riconosciuto con questo sole in faccia…”
L’esimio professore di matematica Castellano Castellani sedeva accanto a me, con quel suo profilo pirandelliano e i soliti occhialini con le lenti oscurate. Con lieve stupore notai come i cinque anni passati non ne avevano minimamente alterato i lineamenti del viso.
“E dimmi Amati, come va? Ti vedo un po’ turbato.”
“Non le posso nascondere davvero nulla, come hai tempi del liceo. Sì, sono reduce da una vacanza d’inferno con Franc… ehm… la mia compagna.”
“La Francesca di classe? Che cara ragazza! Sapevo che la vostra relazione sarebbe durata a lungo.”
“In verità, ogni giorno di più, mi sto convincendo che siamo troppo diversi. Passare con lei più di due ore consecutive è ormai diventato un autentico tormento.”
“Ti ricordi il seminario su Desargues e la geometria proiettiva?”
“Come non potrei? Qualsiasi coppia di rette distinte ha un punto d’intersezione nel piano e dunque, postulando il concetto di retta all’infinito, si nega l’esistenza delle rette parallele…”
“Appunto.”
“Appunto cosa?”
“Un punto d'intersezione, un incontro, lo si trova sempre, foss’anche all’infinito.”
“Ma per noi umani l’infinito è un qualcosa di intangibile…”
“Sei così sicuro?”
Pensai per qualche secondo alla domanda che con tono fermo e persuadente il professor Castellani mi aveva posto. Quando rialzai lo sguardo, il vecchio professore era misteriosamente sparito, come altrettanto misteriosamente si era prima materializzato alla mia sinistra. L’infinito e la geometria proiettiva mi fecero venire voglia di un altro cremino. Guardai l’orologio: erano appena le quattro. Potevo concedermi ancora una mezz’oretta di felicità a pagamento; e dopo, pensai, avrei anche fatto in tempo a portare a sviluppare le foto del mare.
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#6] L'incontro 06/06/2010 21:22 #80

L'INCONTRO di dododudu


Il momento, alla fine, è arrivato.
Inutile avere ripensamenti o, peggio, provare a fuggire.
Dopo qualche contatto telefonico, abbiamo convenuto che fosse il caso di vederci, insensato procrastinare.
Ti aspetto, la mia mente è presa da mille pensieri, ma tu sei già una presenza; in fondo, ripongo su di te molte delle mie aspettative.
Bussi timidamente, non mi alzo e ti dico di entrare.
Apri piano la porta, consapevole che, in poco tempo, si consumerà il tuo destino.
Fai un passo, accompagni e chiudi alle tue spalle l’uscio; il tuo gesto evoca quelli mille volte ripetuti nelle mie fantasie: gesti definitivi.
Ti fermi, in attesa di un mio cenno e ho il tempo di guardarti.
La cura che hai messo nel prepararti, denota con chiarezza, l’importanza che anche tu dai al nostro incontro.
Ferma, occhi bassi, possibile sia solo timidezza? Attendi.
Ti osservo.
Le tue scarpe, il tacco, quello giusto per slanciare la caviglia e per far risalire lo sguardo lungo le gambe, più su, verso l’orlo della gonna.
Seguo il contorno dei tuoi fianchi, risalgo lentamente.
La tua camicetta, che si apre a scoprire il solco tra i tuoi seni.
Mi sorprendo a pensare, al tempo che hai dedicato a sceglierla, stamani, mentre ti vestivi per me.
Quante ne avrai provate? Accarezzate a sentire la consistenza della stoffa, magari ad occhi chiusi, immaginando già di averle sulla pelle.
Un altro pensiero indecente mi sfiora ma, viene sospinto via dai tanti altri che affollano la mia mente.
Scelgo a caso: Cosa starai pensando? Quali emozioni e quali sensazioni albergano dentro di te?
Basta.
Che il tuo destino si compia.
Sarò implacabile e non mi farò commuovere dalle tue lacrime, le mie decisioni saranno solo mie e senza appello. A te prenderne atto ed accettarle.
Ti faccio un cenno, ordinandoti di avanzare, un altro gesto della mia mano e prendi posto sulla sedia davanti a me.
Ti siedi composta, le gambe appaiate, le mani, giocano nervosamente e impercettibilmente con l’orlo della gonna; non osi muoverti, non osi parlare, non sai nemmeno se sia opportuno alzare i tuoi occhi e guardarmi, anche solo per spezzare la tensione.
Mi piace osservarti e mi piace osservare il tuo imbarazzo; so come ti senti e ne godo: vittima davanti al carnefice.
È stata una tua scelta affidarti a me e sai che ormai è troppo tardi per tornare indietro.
Ti chiamo per nome, alzi gli occhi e mi guardi: tutta la tua rassegnazione, ma anche tutta la tua determinazione di piacermi.
Sei pronta.

“Lei è qui per il posto da segretaria - ti dico – il suo curriculum, per favore.”
Marco

"Midnight is where the day begins."

Re: [#6] L'incontro 06/06/2010 21:23 #81

L'INCONTRO di 19thRat


"Non ci siamo mai visti".
Le sue labbra squillanti si aprivano e chiudevano attorno a queste parole. Ripeteva le mie.
Io non ho ancora parlato ma ogni centimetro della mia pelle emetteva una vibrazione di ignoranza: "io non ti ho mai visto"
Ignoranza e desiderio della scoperta. Dimmi qualcos'altro, non guardarmi così, con occhi vuoti, privi di curiosità; occhi opachi e piccoli.
Ti volti ti allontani ti trascini via, tintinnando un ottimo odore di impasto lievitato. Un impasto burroso.
Ricomincio a sentire le gocce che colpisconono il mio naso e mi centrano l'occhio. sollevo l'ombrello e mi ricopro i capelli sporchi, il volto e teso e il mio Desiderio argenteo.
Mi sono sbagliato.
Sbagliato ancora.
Marco

"Midnight is where the day begins."
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