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[#2] La scelta (commenti)
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ARGOMENTO: [#2] La scelta (commenti)

[#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 03:32 #18338

Ed ecco a voi il più atteso thread di UniVersi! Fatene buon uso!
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Qui hante la tempête et se rit de l'archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher."

Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 06:34 #18340

Quanto prima i miei commenti. Intanto complimenti a Tava
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Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 07:12 #18341

Grazie a tutti, peccato per la bassa partecipazione.


La venditrice di scelte: 7,5 + premio della critica
La scelta di non fare una scelta, questa è la scelta che Belisa ha messo di fronte al protagonista. Idea geniale, quella di scegliere di non scegliere, che mi dispiace di non aver avuto.
Scrittura asciutta e diretta come piace a me, con periodi brevi. Il racconto è veloce, cosa che paga negativamente dal punto di vista della profondità, ma al tempo stesso ne fa la sua forza, perché l'autore riesce comunque in poche righe a creare un'ambientazione credibile. Il titolo non mi piace granché.

Sadashi_: 6,5
Idea carina, svolgimento così così. Secondo me il racconto doveva essere approfondito di più per poterlo rendere credibile, curando al massimo i dialoghi fra i programmi. Mi spiego meglio: il dialogo tra Sadashi_ e Chat.exe, rappresentante il tema del racconto, ossia il desiderio di avere la possibilità di scelta, doveva essere approfondito al massimo. Il dialogo finale può anche andare bene, dato che la sua brevità garantisce il colpo di scena, ma quello che manca secondo me è proprio la credibilità dei dialoghi stessi: questi programmi sembrano troppo umani nelle loro conversazioni, dovrebbero essere più cinici, più logici.
La prima parte (fino all'orgasmo) è davvero valida e ben curata, sia nella descrizione che nell'utilizzo dei termini.
Vorrei inoltre segnalare un paio di cose che mi hanno fatto storcere il naso, ossia la prima frase: "le pupille di là delle palpebre superiori" è un'espressione giusta? Poi se non sbaglio si chiama smegma e non megma.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 09:53 #18342

Complimenti Tava, mi fa piacere rileggerlo con questo bel racconto.

“La scelta” è un tema strano in quanto tutto nella vita umana è condizionato dalle scelte che facciamo. Il più bel racconto che ha a che fare con questo tema e che ho letto penso sia “Bartleby, lo scrivano” di Melville, ve lo consiglio perché è magnifico, forse si trova anche in forma pdf su internet. Comunque dicevo che è un tema strano, ma anche difficile poiché nasconde l'insidia della banalità, e la banalità è una gran brutta cosa. Alla fine il coraggio di scrivere un racconto su questo tema l'abbiamo avuto in tre...e secondo me non è andata male.

Naturalmente per quanto riguarda me il mio racconto la ricerca è stata fondamentale, stavolta mi sono veramente ammazzato di “ricerca” delle informazioni...


La scelta commenti


la venditrice di scelte

- I punti di forza

Per com'è scritto, il racconto mi è piaciuto. Si legge molto facilmente, che è un grande pregio, i periodi sono belli, ben strutturati, col giusto respiro. Forse alcune frasi potevano essere limate ulteriormente, tipo:

togliere “ a terra” nel periodo . Erano le prime ore del pomeriggio di un giorno di piena estate e il sole impietoso dell’Andalusia aveva bruciato l’erba e gli arbusti a terra già da tempo.

Oppure migliorare questo periodo che risulta alquanto contorto - Belisa era seduta per terra nel mezzo della piazza centrale, unica macchia d’ombra nel sole a picco, immobile nel cielo, magnificato dal silenzio assoluto.

E altre cose, che però non pregiudicano il bel lavoro fatto lato scrittura.

Una delle cose che mi è piaciuta maggiormente è la descrizione di Belisa. In un racconto molto breve è stato costruito un bel personaggio. Su di lei aleggia il mistero, sul suo passato, sui suoi anni sul suo volto; anche il ragazzino, che pure le si avvicina, non sa descriverla veramente. E' giovane? È vecchia? Ha una voce soave? Oppure terrificante (in realtà nel racconto è scritto “aspra” ma “terrificante” fa più Lovecraft e lo avrei preferito)? umana? o meno (“o... meno” non si può leggere...che significa?...umana o divina...umana o diabolica...qui si deve parlare di eccessi non di sottrazioni)? Molto bello il fatto che il suo arrivo sia legato alla caldo torrido, alla mancanza di vento, alla secchezza del terreno, alla morte insomma. Il caldo, la calura, la morte aprono e chiudono il racconto...bene, molto bene.

I punti di debolezza

La trama è piuttosto inconsistente/assente, questo è dovuto al fatto che il protagonista non è Belisa come si vuol far credere, ma il ragazzino. E del ragazzino non se ne sa nulla. Chi è? Cosa ha fatto? Perché ha maturato questa decisione? Lo si spaccia per la voce narrante, ma non è così...e spiego il motivo.
Il punto di svolta del racconto è il rifiuto del ragazzino di acquistare o farsi dare una scelta da Belisa. Mentre un qualsiasi altro uomo avrebbe probabilmente accettato un dazio, un costo, materiale o immateriale pur di avere una scelta che ne migliori l'esistenza o che gli dia un tornaconto (questo lo immagino io, poiché nel racconto non è chiaro se non dal titolo; ma che senso avrebbe acquistare scelte altrimenti? Tutti facciamo ogni giorno delle scelte gratis), il ragazzino rifiuta, si oppone, pone la sua libertà d'azione, il suo libero arbitrio o la sua integrità morale al di sopra del facile guadagno, di qualsiasi natura esso sia. Questo rifiuto fa di lui l'eroe...e l'eroe è sempre il protagonista...Belisa è solo l'evento.
C'è da dire che essendo un ragazzino di 10 anni e non avendo vissuto in passato nessun evento traumatico se non la calura dell'andalusia il suo “no” viene letto con una certa leggerezza anche da Belisa...che sorride e se ne va...e questo è coerente con la trama de racconto.


Conclusione

Una bella ambientazione e una scrittura enfatica, anche se non precisissima. La mancanza di un protagonista è però un deficit troppo pesante.

The choice

- I punti di forza


A dire la verità all'inizio ho un po' storto il naso, l'ambientazione televisiva non mi piaceva e l'idea del gioco a premi con condanna finale mi sembrava esagerata, però deve dire che mi sono ricreduto. Il racconto regge perfettamente, è scritto bene, ha uno sviluppo narrativo lineare, semplice ma efficace. Insomma: tecnicamente ineccepibile. Insomma c'è molta bravura, maestria.
Bello il personaggio di Antony, imbarazzato davanti alle telecamere, ma deciso nel cercare di salvare capra e cavoli con un atteggiamento umano e contrario al pensare minimo comune. Va contro il voto del pubblico e contro al modo di ragionare dei suoi amici. Anche se comunque il milione di dollari se lo intasca sapendo a cosa andava incontro...e in questo forse pecca di troppa autostima. Insomma ne esce fuori un bel personaggio, ben ritratto.
Molto bella la frase finale:

Antony guardò Aaron Deckard, ma per la prima volta in sei anni non riuscì a sostenerne lo sguardo.

Devo dire che è una gran chiusura, difficile da trovare su universi, che lascia soddisfatto il lettore che entra in empatia con Antony e le sue scelte disgraziate.

- I punti di debolezza

Una piccola nota sulla scelta dei nomi, mentre comprendo che Marta De Gregori possa essere una rivisitazione di Barbara D'Urso per far affiorare al lettore l'idea di una tv generalista e di bassa lega, la scelta poi di ambientare in america (dico america perché il premio è in dollari) e utilizzare nomi quali Antony, Ethan, William e Aaron Deckard, e qui è scappata una bella citazione dickiana, l'ho trovata stridente. Non era meglio ambientare tutto in Italia? Comprendo che potrebbe obbiettare dicendo che tanti sono gli italo americani e che quindi un nome italiano non dovrebbe essere un'anomalia, ma per un lettore italiano la De Gregori/D'Urso è una presenza che stimola un immaginario troppo forte, che prevarica poi sull'ambientazione americana.
Marta De Gregori poteva essere caricata maggiormente, il suo personaggio è troppo esile.
Però la cosa che più mi ha deluso, e dico deluso perché alla fine le mie aspettative si erano ingrossate notevolmente, è il secondo concorrete. Non dico che dovesse avere il peso del primo, sul quale la storia era basata, ma si doveva tratteggiare meglio.

Ecco tutto il secondo concorrente:

La sfera divenne trasparente, rivelando una donna in sovrappeso, in minigonna e tacchi alti, con zigomi tirati, labbra e tette rifatte, di età indefinita, forse sulla sessantina. Antony ebbe un brutto presentimento.
“Marta, amore mio! Finalmente posso conoscerti, sei il mio idolo! Mi chiamo Candy Cream e sono felicissima di partecipare al mio programma preferito, è un sogno per me!”
La donna si voltò verso il cane, che scodinzolava senza tregua.
“Ciao Bev, non vedo l’ora di riabbracciarti!”

Voglio riportare le mie parole quando ho letto tutto ciò: e chi cazzo è questa?

Crema di Caramelle è un personaggio nato dal nulla, vuole riabbracciare il cane, perché? faceva terapia? Era una addestratrice? O semplicemente una che lo vedeva passare per strada e gli faceva le coccole? Non è dato sapersi...e pensare che intasca anche lei un milione di dollari!
Alla fine ho pensato che il programma fosse cambiato in “i soliti ignoti”.

Ad un certo punto del racconto c'è una bellissima stupida frase detta da Antony:

Non mi pare di ricordare che gli educatori siano così attaccati ai loro animali, ma potrei comunque sbagliarmi.

Anche se i cani non si educano, solo gli uomini ne hanno bisogno, ma si addestrano, aveva ragione su una cosa: poteva sbagliarsi.
Quindi se Candy Cream, che un nome da pornostar, fosse stata un'addestratrice, sarebbero tornati i conti. Putroppo è solo la parodia di qualcosa, qualcosa che non si comprende.
Ed è un vero peccato.

Conclusione: un racconto scritto veramente bene, ha la sua personalità ed è piacevole da leggere. Questi sono sicuramente dei grandi meriti, un ottimo lavoro.
Peccato per la pesante mancanza di notizie sul secondo concorrente.



Antonio
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Ultima modifica: 16/05/2018 12:19 Da scarpax73.

Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 14:06 #18343

È stato davvero un piacere leggere i tuoi commenti, molto profondi e particolareggiati.
I tuoi appunti sul mio racconto non potevano essere più esatti. Ora sono fuori e ho poco tempo. Stasera ti spiego tutto
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Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 16:48 #18344

scarpax73 ha scritto:
The choice

- I punti di forza


A dire la verità all'inizio ho un po' storto il naso, l'ambientazione televisiva non mi piaceva e l'idea del gioco a premi con condanna finale mi sembrava esagerata, però deve dire che mi sono ricreduto. Il racconto regge perfettamente, è scritto bene, ha uno sviluppo narrativo lineare, semplice ma efficace. Insomma: tecnicamente ineccepibile. Insomma c'è molta bravura, maestria.
Bello il personaggio di Antony, imbarazzato davanti alle telecamere, ma deciso nel cercare di salvare capra e cavoli con un atteggiamento umano e contrario al pensare minimo comune. Va contro il voto del pubblico e contro al modo di ragionare dei suoi amici. Anche se comunque il milione di dollari se lo intasca sapendo a cosa andava incontro...e in questo forse pecca di troppa autostima. Insomma ne esce fuori un bel personaggio, ben ritratto.
Molto bella la frase finale:

Antony guardò Aaron Deckard, ma per la prima volta in sei anni non riuscì a sostenerne lo sguardo.

Devo dire che è una gran chiusura, difficile da trovare su universi, che lascia soddisfatto il lettore che entra in empatia con Antony e le sue scelte disgraziate.

- I punti di debolezza

Una piccola nota sulla scelta dei nomi, mentre comprendo che Marta De Gregori possa essere una rivisitazione di Barbara D'Urso per far affiorare al lettore l'idea di una tv generalista e di bassa lega, la scelta poi di ambientare in america (dico america perché il premio è in dollari) e utilizzare nomi quali Antony, Ethan, William e Aaron Deckard, e qui è scappata una bella citazione dickiana, l'ho trovata stridente. Non era meglio ambientare tutto in Italia? Comprendo che potrebbe obbiettare dicendo che tanti sono gli italo americani e che quindi un nome italiano non dovrebbe essere un'anomalia, ma per un lettore italiano la De Gregori/D'Urso è una presenza che stimola un immaginario troppo forte, che prevarica poi sull'ambientazione americana.
Marta De Gregori poteva essere caricata maggiormente, il suo personaggio è troppo esile.
Però la cosa che più mi ha deluso, e dico deluso perché alla fine le mie aspettative si erano ingrossate notevolmente, è il secondo concorrete. Non dico che dovesse avere il peso del primo, sul quale la storia era basata, ma si doveva tratteggiare meglio.

Ecco tutto il secondo concorrente:

La sfera divenne trasparente, rivelando una donna in sovrappeso, in minigonna e tacchi alti, con zigomi tirati, labbra e tette rifatte, di età indefinita, forse sulla sessantina. Antony ebbe un brutto presentimento.
“Marta, amore mio! Finalmente posso conoscerti, sei il mio idolo! Mi chiamo Candy Cream e sono felicissima di partecipare al mio programma preferito, è un sogno per me!”
La donna si voltò verso il cane, che scodinzolava senza tregua.
“Ciao Bev, non vedo l’ora di riabbracciarti!”

Voglio riportare le mie parole quando ho letto tutto ciò: e chi cazzo è questa?

Crema di Caramelle è un personaggio nato dal nulla, vuole riabbracciare il cane, perché? faceva terapia? Era una addestratrice? O semplicemente una che lo vedeva passare per strada e gli faceva le coccole? Non è dato sapersi...e pensare che intasca anche lei un milione di dollari!
Alla fine ho pensato che il programma fosse cambiato in “i soliti ignoti”.

Ad un certo punto del racconto c'è una bellissima stupida frase detta da Antony:

Non mi pare di ricordare che gli educatori siano così attaccati ai loro animali, ma potrei comunque sbagliarmi.

Anche se i cani non si educano, solo gli uomini ne hanno bisogno, ma si addestrano, aveva ragione su una cosa: poteva sbagliarsi.
Quindi se Candy Cream, che un nome da pornostar, fosse stata un'addestratrice, sarebbero tornati i conti. Putroppo è solo la parodia di qualcosa, qualcosa che non si comprende.
Ed è un vero peccato.

Conclusione: un racconto scritto veramente bene, ha la sua personalità ed è piacevole da leggere. Questi sono sicuramente dei grandi meriti, un ottimo lavoro.
Peccato per la pesante mancanza di notizie sul secondo concorrente.



Antonio



Da quando sono su UniVersi (quindi da quando ho iniziato questa specie di hobby della scrittura), ho scritto circa 40 racconti, forse poco meno. Di questi la quasi totalità sono molto brevi, sia perché li prediligo come forma di racconto sia perché non credo di essere in grado e non mi interessa neanche tanto sviluppare in profondità il racconto.
In questa tornata invece (forse è la seconda volta che mi capita), ho chiuso il racconto con la sensazione di aver scritto troppo; infatti ho poi scoperto di essere arrivato a circa 13500 caratteri. E il problema è che avrei voluto sviluppare meglio alcune parti. Mi sono trovato quindi in difficoltà, perché ho dovuto scegliere cosa togliere.
La cosa più "facile" è stata mozzare la fine, per accelerare il piccolo colpo di scena sul secondo concorrente, che ovviamente ha subìto il taglio più grosso ed è risultato essere poco credibile. Poi ho segato un sacco nel dialogo con gli amici, sui quali avevo sviluppato un minimo di background, e anche nel personaggio della conduttrice, che mi è venuta fuori stereotipata in questo modo rispetto a come avrei voluto farla.
Sono stato indeciso per un paio di giorni se postarlo senza tagli fuori concorso, ma ho preferito adeguarmi alle regole e partecipare.

p.s. il secondo concorrente, nella versione non tagliata, era la vera proprietaria del cane, che lo prestava all'allevamento per essere addestrato (e non educato, hai ragione ); e aveva tutta una sua descrizione, un suo background...tutto tagliato.
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Ultima modifica: 16/05/2018 17:00 Da Tavajigen.

Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 16:55 #18345

Aggiungo una cosa: il fatto che forse alla fine avrei scritto 15mila o più caratteri è dovuto al fatto che ho trovato un argomento che mi sta molto a cuore e su cui ho discusso più e più volte con molta gente. Anzi rilancerei il discorso anche qui.

Volevo infatti scrivere un racconto su quella che credo sia la deriva della società e che mi piace sempre rappresentare con la frase che nel mio racconto dice uno dei due amici del protagonista, ossia: il giorno che l’uomo preferirà il migliore degli animali al peggiore dei suoi simili sarà l’inizio della fine della nostra razza.

Oggigiorno la gran parte delle persone è pronta a piangere per un cucciolo abbandonato o maltrattato ma non si farebbe nessun problema a mettere al rogo un assassino. Voi come la pensate? Il mio intento era mettere il lettore di fronte al dilemma di cosa scegliere, cercando di mettere in discussione i propri punti fermi.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 20:33 #18346

Non è il luogo adatto forse, ma il mio precedente racconto, dove alla "gente" viene chiesto se salvare le pecore o gli esseri umani, voleva essere una provocazione sulla stessa falsa riga.
E no. Credo che ogni essere umano valga più di ogni essere animale. Chi preferisce il proprio cane, il proprio coniglio, ecc... ragiona per "proprietà".
Ma anche chi preferisce i cani, i gatti, i conigli al peggiore degli stupratori, è più pericoloso dello stupratore stesso.
Con questo non voglio dire che i delinquenti debbano essere elevati. Dico solo che nessuno nasce per delinquere. Dico solo che anche il peggiore dei delinquenti ha una storia alle spalle e se decide di prendere una certa strada è anche perché la vita non gli ha dato altre possibilità.

Ma soprattutto, e questo la gente lo dimentica costantemente, ogni caso è singolo ed a se stante. Ed ok che servono leggi generiche ma è altresì vero che servono esecutori delle leggi in grado di capire che ogni situazione va valutata nel suo complesso.

D'altronde, finché passeranno messaggi che è normale crivellare gommoni di disperati in cerca di una vita migliore, come se nulla fosse, la vedo alquanto difficile. Salvo poi scandalizzarsi se le oche vengono ingozzate per produrre fois gras.
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Ultima modifica: 16/05/2018 20:36 Da gensi.

Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 20:53 #18347

La venditrice di scelte
Vince il premio critica perché scritto veramente bene secondo me. Si legge bene ma, soprattutto, crea un'ambientazione che calza al pennello, a tratti quasi surreale, come a voler replicare un ambiente da favola.
Questo è sicuramente il punto di forza. Quello che non me l'ha fatto inserire al primo posto è il finale.
Non l'ho gradito. Anzi, ci sono rimasto proprio male. Quando mi aspettavo l'acuto finale del racconto mi sono invece ritrovato con una stonatura. Non dico che dovesse avere una morale ma almeno un messaggio, un qualcosa. Invece così non lascia traccia finendo per trasformare il racconto in una semplice ed ottima descrizione ambientale.
Peccato

Sadashi_
Un inizio col botto in cui c'è tutto. Descrizione, narrazione, carica erotica. Insomma, un antipasto così invitante che non vedi l'ora di andare avanti. Ed invece no, niente. Tutto il resto della storia si sgonfia, anziché essere artificiale (o sintetico nel senso informatico del termine) si trasforma semplicemente in arido anzi, a tratti addirittura banale.
La gestione del finale poi, sembra quasi buttata lì per chiudere una potenziale ed eccellente idea, trasmutata in una stesura appena sufficiente.

The Choice
Complesso (nel senso buono del termine visto che si tratta di racconti brevi), a multilivelli con tante piccole storie e trame interne saggiamente centellinate ma ho bisogno di una seconda lettura per essere sicuro d'aver capito la trama. [Anzi, poi dopo aver letto i commenti di Scarpax, mi rendo conto che forse non l'ho manco capita così bene].
Forse si poteva rendere più lineare evitando tutte le aperture sulle piccole storie, prima di tutte quella sulla conduttrice che, in fin dei conti, risulta completamente fine a se stessa ed inutile al racconto. [E anche qui, dopo aver letto i commenti di scarpax, ne sono ancora più convinto. Anziché tagliare altri pezzi interessanti, di personaggi che comunque hanno un ruolo attivo con quello del protagonista, potevi letteralmente tagliare in blocco tutti gli inutili interventi della presentatrice visto che, alla fine, ti è uscito un personaggietto da quattro soldi che non aggiunge assolutamente nulla all'ambientazione del racconto. Non solo. La vedo pure come un'inutile e fastidiosa perdita di tempo con i suoi commenti assolutamente fini a se stessi].

------------------------------

Per quanto riguarda il mio racconto, l'idea era di dedicarlo tutto a Giacinto Facchetti ed alla sua scelta della moneta che ci permise di qualificarsi alla semifinale dell'europeo contro l'URSS.
A quanto pare, anche se è più storia romanzata che storia reale, fu fatto un primo sorteggio nello spogliatoio dell'arbitro con i soli capitani, dove scelse "testa". La moneta però si perse in una feritoia dello spogliatoio e dovettero rifare il sorteggio dove scelse di nuovo testa facendo qualificare l'Italia.
Purtroppo ho avuto poco tempo per svilupparla degnamente.
Peccato.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 22:15 #18348

gensi ha scritto:
Non è il luogo adatto forse, ma il mio precedente racconto, dove alla "gente" viene chiesto se salvare le pecore o gli esseri umani, voleva essere una provocazione sulla stessa falsa riga.
E no. Credo che ogni essere umano valga più di ogni essere animale. Chi preferisce il proprio cane, il proprio coniglio, ecc... ragiona per "proprietà".
Ma anche chi preferisce i cani, i gatti, i conigli al peggiore degli stupratori, è più pericoloso dello stupratore stesso.
Con questo non voglio dire che i delinquenti debbano essere elevati. Dico solo che nessuno nasce per delinquere. Dico solo che anche il peggiore dei delinquenti ha una storia alle spalle e se decide di prendere una certa strada è anche perché la vita non gli ha dato altre possibilità.

Ma soprattutto, e questo la gente lo dimentica costantemente, ogni caso è singolo ed a se stante. Ed ok che servono leggi generiche ma è altresì vero che servono esecutori delle leggi in grado di capire che ogni situazione va valutata nel suo complesso.

D'altronde, finché passeranno messaggi che è normale crivellare gommoni di disperati in cerca di una vita migliore, come se nulla fosse, la vedo alquanto difficile. Salvo poi scandalizzarsi se le oche vengono ingozzate per produrre fois gras.



Grazie, hai descritto pienamente il mio pensiero al riguardo. Le frasi che ho evidenziato sarebbero da appendere nelle classi a scuola.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 16/05/2018 22:19 #18349

gensi ha scritto:
The Choice
Complesso (nel senso buono del termine visto che si tratta di racconti brevi), a multilivelli con tante piccole storie e trame interne saggiamente centellinate ma ho bisogno di una seconda lettura per essere sicuro d'aver capito la trama. [Anzi, poi dopo aver letto i commenti di Scarpax, mi rendo conto che forse non l'ho manco capita così bene].
Forse si poteva rendere più lineare evitando tutte le aperture sulle piccole storie, prima di tutte quella sulla conduttrice che, in fin dei conti, risulta completamente fine a se stessa ed inutile al racconto. [E anche qui, dopo aver letto i commenti di scarpax, ne sono ancora più convinto. Anziché tagliare altri pezzi interessanti, di personaggi che comunque hanno un ruolo attivo con quello del protagonista, potevi letteralmente tagliare in blocco tutti gli inutili interventi della presentatrice visto che, alla fine, ti è uscito un personaggietto da quattro soldi che non aggiunge assolutamente nulla all'ambientazione del racconto. Non solo. La vedo pure come un'inutile e fastidiosa perdita di tempo con i suoi commenti assolutamente fini a se stessi].



La conduttrice ce l'avevo in mente, ma non l'ho resa come volevo, peccato. Grazie per il commento!


gensi ha scritto:
Per quanto riguarda il mio racconto, l'idea era di dedicarlo tutto a Giacinto Facchetti ed alla sua scelta della moneta che ci permise di qualificarsi alla semifinale dell'europeo contro l'URSS.
A quanto pare, anche se è più storia romanzata che storia reale, fu fatto un primo sorteggio nello spogliatoio dell'arbitro con i soli capitani, dove scelse "testa". La moneta però si perse in una feritoia dello spogliatoio e dovettero rifare il sorteggio dove scelse di nuovo testa facendo qualificare l'Italia.
Purtroppo ho avuto poco tempo per svilupparla degnamente.
Peccato.



Storia incredibile che non conoscevo, peccato tu non sia riuscito a scriverla.
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Ultima modifica: 16/05/2018 22:19 Da Tavajigen.

Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 08:33 #18350

Tavajigen ha scritto:
scarpax73 ha scritto:
The choice

- I punti di forza


A dire la verità all'inizio ho un po' storto il naso, l'ambientazione televisiva non mi piaceva e l'idea del gioco a premi con condanna finale mi sembrava esagerata, però deve dire che mi sono ricreduto. Il racconto regge perfettamente, è scritto bene, ha uno sviluppo narrativo lineare, semplice ma efficace. Insomma: tecnicamente ineccepibile. Insomma c'è molta bravura, maestria.
Bello il personaggio di Antony, imbarazzato davanti alle telecamere, ma deciso nel cercare di salvare capra e cavoli con un atteggiamento umano e contrario al pensare minimo comune. Va contro il voto del pubblico e contro al modo di ragionare dei suoi amici. Anche se comunque il milione di dollari se lo intasca sapendo a cosa andava incontro...e in questo forse pecca di troppa autostima. Insomma ne esce fuori un bel personaggio, ben ritratto.
Molto bella la frase finale:

Antony guardò Aaron Deckard, ma per la prima volta in sei anni non riuscì a sostenerne lo sguardo.

Devo dire che è una gran chiusura, difficile da trovare su universi, che lascia soddisfatto il lettore che entra in empatia con Antony e le sue scelte disgraziate.

- I punti di debolezza

Una piccola nota sulla scelta dei nomi, mentre comprendo che Marta De Gregori possa essere una rivisitazione di Barbara D'Urso per far affiorare al lettore l'idea di una tv generalista e di bassa lega, la scelta poi di ambientare in america (dico america perché il premio è in dollari) e utilizzare nomi quali Antony, Ethan, William e Aaron Deckard, e qui è scappata una bella citazione dickiana, l'ho trovata stridente. Non era meglio ambientare tutto in Italia? Comprendo che potrebbe obbiettare dicendo che tanti sono gli italo americani e che quindi un nome italiano non dovrebbe essere un'anomalia, ma per un lettore italiano la De Gregori/D'Urso è una presenza che stimola un immaginario troppo forte, che prevarica poi sull'ambientazione americana.
Marta De Gregori poteva essere caricata maggiormente, il suo personaggio è troppo esile.
Però la cosa che più mi ha deluso, e dico deluso perché alla fine le mie aspettative si erano ingrossate notevolmente, è il secondo concorrete. Non dico che dovesse avere il peso del primo, sul quale la storia era basata, ma si doveva tratteggiare meglio.

Ecco tutto il secondo concorrente:

La sfera divenne trasparente, rivelando una donna in sovrappeso, in minigonna e tacchi alti, con zigomi tirati, labbra e tette rifatte, di età indefinita, forse sulla sessantina. Antony ebbe un brutto presentimento.
“Marta, amore mio! Finalmente posso conoscerti, sei il mio idolo! Mi chiamo Candy Cream e sono felicissima di partecipare al mio programma preferito, è un sogno per me!”
La donna si voltò verso il cane, che scodinzolava senza tregua.
“Ciao Bev, non vedo l’ora di riabbracciarti!”

Voglio riportare le mie parole quando ho letto tutto ciò: e chi cazzo è questa?

Crema di Caramelle è un personaggio nato dal nulla, vuole riabbracciare il cane, perché? faceva terapia? Era una addestratrice? O semplicemente una che lo vedeva passare per strada e gli faceva le coccole? Non è dato sapersi...e pensare che intasca anche lei un milione di dollari!
Alla fine ho pensato che il programma fosse cambiato in “i soliti ignoti”.

Ad un certo punto del racconto c'è una bellissima stupida frase detta da Antony:

Non mi pare di ricordare che gli educatori siano così attaccati ai loro animali, ma potrei comunque sbagliarmi.

Anche se i cani non si educano, solo gli uomini ne hanno bisogno, ma si addestrano, aveva ragione su una cosa: poteva sbagliarsi.
Quindi se Candy Cream, che un nome da pornostar, fosse stata un'addestratrice, sarebbero tornati i conti. Putroppo è solo la parodia di qualcosa, qualcosa che non si comprende.
Ed è un vero peccato.

Conclusione: un racconto scritto veramente bene, ha la sua personalità ed è piacevole da leggere. Questi sono sicuramente dei grandi meriti, un ottimo lavoro.
Peccato per la pesante mancanza di notizie sul secondo concorrente.



Antonio



Da quando sono su UniVersi (quindi da quando ho iniziato questa specie di hobby della scrittura), ho scritto circa 40 racconti, forse poco meno. Di questi la quasi totalità sono molto brevi, sia perché li prediligo come forma di racconto sia perché non credo di essere in grado e non mi interessa neanche tanto sviluppare in profondità il racconto.
In questa tornata invece (forse è la seconda volta che mi capita), ho chiuso il racconto con la sensazione di aver scritto troppo; infatti ho poi scoperto di essere arrivato a circa 13500 caratteri. E il problema è che avrei voluto sviluppare meglio alcune parti. Mi sono trovato quindi in difficoltà, perché ho dovuto scegliere cosa togliere.
La cosa più "facile" è stata mozzare la fine, per accelerare il piccolo colpo di scena sul secondo concorrente, che ovviamente ha subìto il taglio più grosso ed è risultato essere poco credibile. Poi ho segato un sacco nel dialogo con gli amici, sui quali avevo sviluppato un minimo di background, e anche nel personaggio della conduttrice, che mi è venuta fuori stereotipata in questo modo rispetto a come avrei voluto farla.
Sono stato indeciso per un paio di giorni se postarlo senza tagli fuori concorso, ma ho preferito adeguarmi alle regole e partecipare.

p.s. il secondo concorrente, nella versione non tagliata, era la vera proprietaria del cane, che lo prestava all'allevamento per essere addestrato (e non educato, hai ragione ); e aveva tutta una sua descrizione, un suo background...tutto tagliato.



Beh da questa esperienza hai imparato che tagliare alla "cazzo di cane" non rende un buon servigio al tuo lavoro. La prossima volta revisiona periodo per periodo. Però non mi hai detto una cosa: Ma Candy Cream alla fine chi era?
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Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 09:27 #18351

Sadashi_: 6,5
Idea carina, svolgimento così così. Secondo me il racconto doveva essere approfondito di più per poterlo rendere credibile, curando al massimo i dialoghi fra i programmi. Mi spiego meglio: il dialogo tra Sadashi_ e Chat.exe, rappresentante il tema del racconto, ossia il desiderio di avere la possibilità di scelta, doveva essere approfondito al massimo. Il dialogo finale può anche andare bene, dato che la sua brevità garantisce il colpo di scena, ma quello che manca secondo me è proprio la credibilità dei dialoghi stessi: questi programmi sembrano troppo umani nelle loro conversazioni, dovrebbero essere più cinici, più logici.
La prima parte (fino all'orgasmo) è davvero valida e ben curata, sia nella descrizione che nell'utilizzo dei termini.
Vorrei inoltre segnalare un paio di cose che mi hanno fatto storcere il naso, ossia la prima frase: "le pupille di là delle palpebre superiori" è un'espressione giusta? Poi se non sbaglio si chiama smegma e non megma.


Secondo me è l'idea migliore tra i racconti in gara, ma questo è un punto di vista molto personale e poi “ogni scarrafone è bello a mamma soja”, quindi la mia affermazione lascia il tempo che trova. Sul fatto che i dialoghi fra i programmi siano poco credibili ci si potrebbe aprire una bella discussione. Tu dici che sembrano troppo “umani” e in realtà sono molto umanizzati ma a quel punto del racconto ho dovuto fare una scelta. Se fossi stato rigoroso avrei dovuto scrivere una serie di”01010100010011101101” ecc.ecc. Ma sicuramente avrei reso il racconto illeggibile, anche se a dire la verità ci avevo pensato, oppure avrei dovuto scrivere una serie di comandi poiché i programmi funzionano, almeno credo dato che non sono un esperto, in una scala gerarchica dandosi dei comandi a vicenda, oppure svolgendo delle funzioni. Come dire che Firewall.exe ha perso la lotta col virus? Scrivendo “avvio scansione. Nessun virus rilevato?” capirai che a livello letterario funziona poco ed è pure bruttino, e poi avrei comunque dovuto cambiare anche la parte iniziale, scrivere ad esempio “Sadashi_ avvia la routine sul dildo” generando anche un effetto comico che non mi interessava. Ma poi alla fine che ne sappiamo noi di come parlano realmente i programmi fra di loro, al di là della programmazione e dei risvolti tecnici? Il racconto affronta il desiderio di trasformazione, di evoluzione, di Sadashi_ ad essere senziente, Sadashi vuole diventare umana, avere la possibilità di scegliere, e il desiderio è una componente troppo umana per essere descritta in modo asettico. Questo è stato il mio ragionamento.
“Di là” è una forma più elegante per dire “al di là”, l'ho scelta perché sono figo.
“Megma” è errato, è corretto “smegma”, come dici tu. Che strano, ho scelto di usare questo termine al posto di “secrezioni” perché mi sono ricordato di averlo letto in Crash di Ballard, che consiglio vivamente a tutti, ma ricordavo “megma” ma non convinto del termine che avevo in mente l'ho cercato e ho trovato “smegma”...lampante come il sole. Poi in fase di scrittura...il mio cervello si è bloccato su “megma” . Del resto da piccolo chiamavo la Nutella Mutella, e tuttora per me è Mutella, ero rincoglionito fin dalla più tenera età.

Grazie per il commento
Antonio
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Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 09:42 #18352

Sadashi_
Un inizio col botto in cui c'è tutto. Descrizione, narrazione, carica erotica. Insomma, un antipasto così invitante che non vedi l'ora di andare avanti. Ed invece no, niente. Tutto il resto della storia si sgonfia, anziché essere artificiale (o sintetico nel senso informatico del termine) si trasforma semplicemente in arido anzi, a tratti addirittura banale.
La gestione del finale poi, sembra quasi buttata lì per chiudere una potenziale ed eccellente idea, trasmutata in una stesura appena sufficiente.


Che stroncatura, cazzo! Ma un fondo di ragione c'è, in fondo sembro essere passato da Chuck Palahniuk ad Isaac Asimov nello stesso racconto, non che mi voglia paragonare ma è per rendere l'idea, forse tu ami Palahniuk, io li amo entrambi.
Che intendi per artificiale?

Grazie per la stroncatura
Antonio
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Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 09:47 #18353

Aggiungo una cosa: il fatto che forse alla fine avrei scritto 15mila o più caratteri è dovuto al fatto che ho trovato un argomento che mi sta molto a cuore e su cui ho discusso più e più volte con molta gente. Anzi rilancerei il discorso anche qui.

Volevo infatti scrivere un racconto su quella che credo sia la deriva della società e che mi piace sempre rappresentare con la frase che nel mio racconto dice uno dei due amici del protagonista, ossia: il giorno che l’uomo preferirà il migliore degli animali al peggiore dei suoi simili sarà l’inizio della fine della nostra razza.

Oggigiorno la gran parte delle persone è pronta a piangere per un cucciolo abbandonato o maltrattato ma non si farebbe nessun problema a mettere al rogo un assassino. Voi come la pensate? Il mio intento era mettere il lettore di fronte al dilemma di cosa scegliere, cercando di mettere in discussione i propri punti fermi.


Ma voi avete dei cani?
Premettendo che sono contrario alla pena di morte, dico solo che un cane, che ha anche un'anima, è un animale che per natura da solo amore, sono gli uomini che casomai li corrompono. Detto ciò fra uno dei miei cani e uno stupratore non avrei dubbi, salverei il cane.
E ora scusatemi ma Sadashi_ mi attende...
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Ultima modifica: 17/05/2018 10:23 Da scarpax73.

Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 11:53 #18354

La Venditrice di Scelte

Mio. Il racconto è ispirato a uno della Allende (dos palabras), di cui riprende il nome della protagonista (che qui non è protagonista, come correttamente notato) e l'ambientazione.


Sadashi_ 5

Non ho apprezzato il mischiotto di italiano, inglese e termini suppongo gergali (megma?).
Al di là di questo, la storia non è sviluppata come dovrebbe e non mi ha lasciato molto, non una briciola di interesse per il destino di sadashi, né sull'effettiva esistenza della porta, né sull'etica di un software.


The Choice: 7 + PC

Il titolo in inglese parte malissimo. La trama recupera, per quanto non sono d'accordo al 100% con alcune delle parole scelte (approprinquiarmi a descriverti? meglio accingermi, no?). L'amico colto risulta una macchietta e perde il suo effetto ironico.
Il finale mi ha abbastanza sorpreso e l'ho riletto tre volte prima di capire se mi fossi perso qualcosa. Io non l'avrei fatta finire così, personalmente, ma qui sono gusti suppongo.
In generale una buona prova, interessante l'idea di ricreare rapidamente questa atmosfera distopica, senza troppe introduzioni, e applicarla nell'ambito di un programma televisivo. Promosso.


Un commento personale. Io continuo a credere nel concorso, ma una tornata così mi dispiace.
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Ultima modifica: 17/05/2018 11:55 Da Asintoto.

Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 12:17 #18355

Tavajigen ha scritto:
Grazie a tutti, peccato per la bassa partecipazione.


La venditrice di scelte: 7,5 + premio della critica
La scelta di non fare una scelta, questa è la scelta che Belisa ha messo di fronte al protagonista. Idea geniale, quella di scegliere di non scegliere, che mi dispiace di non aver avuto.
Scrittura asciutta e diretta come piace a me, con periodi brevi. Il racconto è veloce, cosa che paga negativamente dal punto di vista della profondità, ma al tempo stesso ne fa la sua forza, perché l'autore riesce comunque in poche righe a creare un'ambientazione credibile. Il titolo non mi piace granché.


Ciao Tava, grazie per il bel commento - a me in un concorso del genere piace più scrivere qualcosa di incompleto e aneddotico che elaborare un mondo a cui non riuscirei a stare dietro. Questione di preferenze personali

scarpax73 ha scritto:


la venditrice di scelte

- I punti di forza

Per com'è scritto, il racconto mi è piaciuto. Si legge molto facilmente, che è un grande pregio, i periodi sono belli, ben strutturati, col giusto respiro. Forse alcune frasi potevano essere limate ulteriormente, tipo:

togliere “ a terra” nel periodo . Erano le prime ore del pomeriggio di un giorno di piena estate e il sole impietoso dell’Andalusia aveva bruciato l’erba e gli arbusti a terra già da tempo.

Oppure migliorare questo periodo che risulta alquanto contorto - Belisa era seduta per terra nel mezzo della piazza centrale, unica macchia d’ombra nel sole a picco, immobile nel cielo, magnificato dal silenzio assoluto.

E altre cose, che però non pregiudicano il bel lavoro fatto lato scrittura.

Una delle cose che mi è piaciuta maggiormente è la descrizione di Belisa. In un racconto molto breve è stato costruito un bel personaggio. Su di lei aleggia il mistero, sul suo passato, sui suoi anni sul suo volto; anche il ragazzino, che pure le si avvicina, non sa descriverla veramente. E' giovane? È vecchia? Ha una voce soave? Oppure terrificante (in realtà nel racconto è scritto “aspra” ma “terrificante” fa più Lovecraft e lo avrei preferito)? umana? o meno (“o... meno” non si può leggere...che significa?...umana o divina...umana o diabolica...qui si deve parlare di eccessi non di sottrazioni)? Molto bello il fatto che il suo arrivo sia legato alla caldo torrido, alla mancanza di vento, alla secchezza del terreno, alla morte insomma. Il caldo, la calura, la morte aprono e chiudono il racconto...bene, molto bene.

I punti di debolezza

La trama è piuttosto inconsistente/assente, questo è dovuto al fatto che il protagonista non è Belisa come si vuol far credere, ma il ragazzino. E del ragazzino non se ne sa nulla. Chi è? Cosa ha fatto? Perché ha maturato questa decisione? Lo si spaccia per la voce narrante, ma non è così...e spiego il motivo.
Il punto di svolta del racconto è il rifiuto del ragazzino di acquistare o farsi dare una scelta da Belisa. Mentre un qualsiasi altro uomo avrebbe probabilmente accettato un dazio, un costo, materiale o immateriale pur di avere una scelta che ne migliori l'esistenza o che gli dia un tornaconto (questo lo immagino io, poiché nel racconto non è chiaro se non dal titolo; ma che senso avrebbe acquistare scelte altrimenti? Tutti facciamo ogni giorno delle scelte gratis), il ragazzino rifiuta, si oppone, pone la sua libertà d'azione, il suo libero arbitrio o la sua integrità morale al di sopra del facile guadagno, di qualsiasi natura esso sia. Questo rifiuto fa di lui l'eroe...e l'eroe è sempre il protagonista...Belisa è solo l'evento.
C'è da dire che essendo un ragazzino di 10 anni e non avendo vissuto in passato nessun evento traumatico se non la calura dell'andalusia il suo “no” viene letto con una certa leggerezza anche da Belisa...che sorride e se ne va...e questo è coerente con la trama de racconto.


Conclusione

Una bella ambientazione e una scrittura enfatica, anche se non precisissima. La mancanza di un protagonista è però un deficit troppo pesante.


Antonio


Ciao Antonio, grazie per il commento elaborato. Sono in generale d'accordo con te su tutto quello che dici, a cominciare dalla possibile limatura di alcuni periodi. Il mio problema è che ogni volta che rileggo cambio qualcosa, quindi a un certo punto chiudo il racconto e lo invio altrimenti non ne esco più. In generale mi interessa più uno stile in linea con la trama e coerente durante il racconto che non la perfezione stilistica, che è qualcosa di più complesso e in fondo personale. Il fatto che tu abbia trovato il racconto facile da leggere mi fa piacere perchè vuol dire che quell'obiettivo è stato raggiunto.

Riguardo al protagonista: vero, il ragazzino è protagonista più di Belisa. Raccontare due personaggi in un racconto breve però mi sembra sempre un'esagerazione. Di Belisa qualcosa andava detto, altrimenti sarebbe diventata solo una megera. In fondo il bambino può essere il lettore, e lasciarne la storia indistinta può permettere a chi leggere di immedesimarsi e fare la propria scelta. Quella era più o meno l'idea

gensi ha scritto:
La venditrice di scelte
Vince il premio critica perché scritto veramente bene secondo me. Si legge bene ma, soprattutto, crea un'ambientazione che calza al pennello, a tratti quasi surreale, come a voler replicare un ambiente da favola.
Questo è sicuramente il punto di forza. Quello che non me l'ha fatto inserire al primo posto è il finale.
Non l'ho gradito. Anzi, ci sono rimasto proprio male. Quando mi aspettavo l'acuto finale del racconto mi sono invece ritrovato con una stonatura. Non dico che dovesse avere una morale ma almeno un messaggio, un qualcosa. Invece così non lascia traccia finendo per trasformare il racconto in una semplice ed ottima descrizione ambientale.
Peccato



Ciao gensi, grazie del commento.
Sono contento che tu abbia apprezzato l'atmosfera, che era la cosa a cui tenevo di più. Come accennavo il contesto parte da un racconto della Allende, modificandolo per renderlo più mio (visto che in questo momento mi trovo in Andalucia).

Per quanto riguarda il finale, la morale è implicita. Esplicitare la morale in un racconto così corto e che non può (né vuole) dire molto sul protagonista diventa pericoloso. La scelta di non avere una scelta, figlia della paura e della superstizione, permette al protagonista di raccontare la storia al passato, il che implica che sia sopravvissuto a quell'esperienza. Avesse scelto il contrario forse non sarebbe così. La morale implicita è quindi che accettare la vita senza porsi troppe domande e senza volere troppo è la "scelta" sicura. La scelta che esplicitamente è lasciata a ciascuno è cosa avrebbero risposto alla domanda. Anche per scarpax: non sono d'accordo che chiunque avrebbe risposto di sì. Io per esempio avrei probabilmente fatto come il bambino.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 22:27 #18356

scarpax73 ha scritto:
Però non mi hai detto una cosa: Ma Candy Cream alla fine chi era?



Te l'ho scritto nel p.s.:

p.s. il secondo concorrente, nella versione non tagliata, era la vera proprietaria del cane, che lo prestava all'allevamento per essere addestrato (e non educato, hai ragione ); e aveva tutta una sua descrizione, un suo background...tutto tagliato.

Nella prima versione avevo dedicato più tempo al secondo concorrente...
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Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 22:32 #18357

scarpax73 ha scritto:
Sul fatto che i dialoghi fra i programmi siano poco credibili ci si potrebbe aprire una bella discussione. Tu dici che sembrano troppo “umani” e in realtà sono molto umanizzati ma a quel punto del racconto ho dovuto fare una scelta. Se fossi stato rigoroso avrei dovuto scrivere una serie di”01010100010011101101” ecc.ecc. Ma sicuramente avrei reso il racconto illeggibile, anche se a dire la verità ci avevo pensato, oppure avrei dovuto scrivere una serie di comandi poiché i programmi funzionano, almeno credo dato che non sono un esperto, in una scala gerarchica dandosi dei comandi a vicenda, oppure svolgendo delle funzioni. Come dire che Firewall.exe ha perso la lotta col virus? Scrivendo “avvio scansione. Nessun virus rilevato?” capirai che a livello letterario funziona poco ed è pure bruttino, e poi avrei comunque dovuto cambiare anche la parte iniziale, scrivere ad esempio “Sadashi_ avvia la routine sul dildo” generando anche un effetto comico che non mi interessava. Ma poi alla fine che ne sappiamo noi di come parlano realmente i programmi fra di loro, al di là della programmazione e dei risvolti tecnici? Il racconto affronta il desiderio di trasformazione, di evoluzione, di Sadashi_ ad essere senziente, Sadashi vuole diventare umana, avere la possibilità di scegliere, e il desiderio è una componente troppo umana per essere descritta in modo asettico. Questo è stato il mio ragionamento.



Il linguaggio binario sarebbe stato estremo nell'altro senso, forse una sorta di serie gerarchica di comandi sarebbe stata la soluzione migliore. L'eventuale ironia che ne sarebbe scaturita avrebbe potuto paradossalmente esserne il punto di forza.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 22:38 #18358

scarpax73 ha scritto:
Aggiungo una cosa: il fatto che forse alla fine avrei scritto 15mila o più caratteri è dovuto al fatto che ho trovato un argomento che mi sta molto a cuore e su cui ho discusso più e più volte con molta gente. Anzi rilancerei il discorso anche qui.

Volevo infatti scrivere un racconto su quella che credo sia la deriva della società e che mi piace sempre rappresentare con la frase che nel mio racconto dice uno dei due amici del protagonista, ossia: il giorno che l’uomo preferirà il migliore degli animali al peggiore dei suoi simili sarà l’inizio della fine della nostra razza.

Oggigiorno la gran parte delle persone è pronta a piangere per un cucciolo abbandonato o maltrattato ma non si farebbe nessun problema a mettere al rogo un assassino. Voi come la pensate? Il mio intento era mettere il lettore di fronte al dilemma di cosa scegliere, cercando di mettere in discussione i propri punti fermi.


Ma voi avete dei cani?
Premettendo che sono contrario alla pena di morte, dico solo che un cane, che ha anche un'anima, è un animale che per natura da solo amore, sono gli uomini che casomai li corrompono. Detto ciò fra uno dei miei cani e uno stupratore non avrei dubbi, salverei il cane.
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Questo è il motivo per cui discuto puntualmente con quasi tutti i miei conoscenti, ossia il discorso che il cane è un essere vivente, con un'anima, dei sentimenti, eccetera...
Premettendo che non augurerei mai a nessuno di scegliere fra lo stupratore di sua figlia e un cane a cui ci si è affezionati (e che forse non saprei mai cosa farei io in una situazione del genere, magari ora la penso in un modo e poi mi farei giustizia da solo), al momento penso e ribadisco che un essere umano non debba mai scegliere di sacrificare il peggiore dei suoi simili a favore del migliore di un'altra specie. E la motivazione risiede semplicemente nel senso di sopravvivenza come specie, è una sorta di cosa ancestrale, di cosa innata, istintiva. Senza scomodare discorsi filosofici legati alla (presunta) intelligenza della nostra specie rispetto agli altri esseri viventi.
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