"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." (Italo Calvino)
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[#2] La scelta (commenti)
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ARGOMENTO: [#2] La scelta (commenti)

Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 22:41 #18359

Asintoto ha scritto:
The Choice: 7 + PC

Il titolo in inglese parte malissimo. La trama recupera, per quanto non sono d'accordo al 100% con alcune delle parole scelte (approprinquiarmi a descriverti? meglio accingermi, no?). L'amico colto risulta una macchietta e perde il suo effetto ironico.
Il finale mi ha abbastanza sorpreso e l'ho riletto tre volte prima di capire se mi fossi perso qualcosa. Io non l'avrei fatta finire così, personalmente, ma qui sono gusti suppongo.
In generale una buona prova, interessante l'idea di ricreare rapidamente questa atmosfera distopica, senza troppe introduzioni, e applicarla nell'ambito di un programma televisivo. Promosso.


Sul titolo ho avuto gravi problemi, ne ho scelto uno davvero orrido, ti dò ragione.
L'amico colto volevo farlo al confine tra macchietta e tipo credibile, forse ho sconfinato, colpa un po' della mia incapacità e un po' dei tagli. Grazie per il commento!

Asintoto ha scritto:
Un commento personale. Io continuo a credere nel concorso, ma una tornata così mi dispiace.


Concordo in pieno.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 17/05/2018 22:43 #18360

Asintoto ha scritto:
Tavajigen ha scritto:
Grazie a tutti, peccato per la bassa partecipazione.


La venditrice di scelte: 7,5 + premio della critica
La scelta di non fare una scelta, questa è la scelta che Belisa ha messo di fronte al protagonista. Idea geniale, quella di scegliere di non scegliere, che mi dispiace di non aver avuto.
Scrittura asciutta e diretta come piace a me, con periodi brevi. Il racconto è veloce, cosa che paga negativamente dal punto di vista della profondità, ma al tempo stesso ne fa la sua forza, perché l'autore riesce comunque in poche righe a creare un'ambientazione credibile. Il titolo non mi piace granché.


Ciao Tava, grazie per il bel commento - a me in un concorso del genere piace più scrivere qualcosa di incompleto e aneddotico che elaborare un mondo a cui non riuscirei a stare dietro. Questione di preferenze personali



Ribadisco che la brevità del tuo racconto mi è piaciuta un sacco, soprattutto perché sei riuscito comunque a restare sul piano del "capibile", almeno per me, senza sconfinare su qualcosa di troppo astruso e di difficile interpretazione.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 19/05/2018 11:26 #18361

Ciao Antonio, grazie per il commento elaborato. Sono in generale d'accordo con te su tutto quello che dici, a cominciare dalla possibile limatura di alcuni periodi. Il mio problema è che ogni volta che rileggo cambio qualcosa, quindi a un certo punto chiudo il racconto e lo invio altrimenti non ne esco più. In generale mi interessa più uno stile in linea con la trama e coerente durante il racconto che non la perfezione stilistica, che è qualcosa di più complesso e in fondo personale. Il fatto che tu abbia trovato il racconto facile da leggere mi fa piacere perchè vuol dire che quell'obiettivo è stato raggiunto.

Riguardo al protagonista: vero, il ragazzino è protagonista più di Belisa. Raccontare due personaggi in un racconto breve però mi sembra sempre un'esagerazione. Di Belisa qualcosa andava detto, altrimenti sarebbe diventata solo una megera. In fondo il bambino può essere il lettore, e lasciarne la storia indistinta può permettere a chi leggere di immedesimarsi e fare la propria scelta. Quella era più o meno l'idea


Megma purtroppo era smegma e per questo mi sono già spiegato, errore mio.
Per quanto riguarda il mischiotto italiano inglese devo dirti che la lingua comunemente accettata nelle videochat erotiche è l’inglese, perché quando in italiano a delle modelle giapponesi o americana queste non ti capiranno e ti banneranno. Certo dovrai eccitarti in inglese, ma il pene è poliglotta. I dialoghi in inglese erano una semplice rappresentazione della realtà e del lavoro svolto da Chat.exe, infatti questi dialoghi sono espressi in questo modo: tizio scrive: (e qui quello che scrive realmente). Del resto è una cosa che in letteratura si fa costantemente. Ti cito un esempio, senza che mai io voglia paragonarmi. Tolstoj in guerra e pace inizia con una frase in francese, l’ho cercata è questa: “Eh bien, mon prince, Gênes et Lucques ne sont plus que des apanages, dei dominî de la famille Buonaparte. Non, je vous préviens que si vous ne me dites pas que nous avons la guerre, si vous vous permettez encore de pallier toutes les infamies, toutes les atrocités de cet Antichrist (ma parole, j'y crois), je ne vous connais plus, vous n'êtes plus mon ami, vous n'êtes plus il mio fedele schiavo, comme vous dites.”
Questo non per capriccio ma perché i nobili russi parlavano in francese anche fra di loro a quei tempi, faceva figo. E’ una rappresentazione della realtà. Poi naturalmente nel modo delle videochat come in tutto il mondo moderno i termini in inglese sono alla base di tutto, ma questo non te lo devo spiegare certo io.
Poi che il racconto non ti sia piaciuto mi dispiace, pensavo di fare qualcosa di buono ma a quanto pare ho cannato...capita.
Per quanto riguarda il tuo obiettivo se questo consiste solo nello stile mi spiace, senza trama o altri componenti del racconto quali il protagonista difficilmente otterrai qualcosa di veramente buono. Non voglio essere pedante anche se penso di risultarlo ma ti invito a riflettere su questo punto.
Un’ultima cosa in relazione al fatto che scrivo che tutti avrebbero risposto sì. Mi riferisco all'andamento del racconto. Il ragazzino è l'unico che ha detto n
o, si dice che pure il Papa…, il presidente...il sindaco, il parroco e il maresciallo...insomma tutti si affidano a Belisa tranne il ragazzino. Poi cosa avresti fatto tu o io non è interessante perché non fa parte della narrazione.
E ora ti saluto. Spero di averti dato degli spunti validi, nel mio piccolo ci provo.

Antonio
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Re: [#2] La scelta (commenti) 21/05/2018 12:39 #18362

scarpax73 ha scritto:
Sadashi_
Un inizio col botto in cui c'è tutto. Descrizione, narrazione, carica erotica. Insomma, un antipasto così invitante che non vedi l'ora di andare avanti. Ed invece no, niente. Tutto il resto della storia si sgonfia, anziché essere artificiale (o sintetico nel senso informatico del termine) si trasforma semplicemente in arido anzi, a tratti addirittura banale.
La gestione del finale poi, sembra quasi buttata lì per chiudere una potenziale ed eccellente idea, trasmutata in una stesura appena sufficiente.


Che stroncatura, cazzo! Ma un fondo di ragione c'è, in fondo sembro essere passato da Chuck Palahniuk ad Isaac Asimov nello stesso racconto, non che mi voglia paragonare ma è per rendere l'idea, forse tu ami Palahniuk, io li amo entrambi.
Che intendi per artificiale?

Grazie per la stroncatura
Antonio


I tuoi sono i dialoghi di "umani" che frequentano chat e non di programmi che non hanno nulla a che fare con gli umani.
Mi è mancato quel tipo di artificialità. Magari anche qualcosa di estremo.
Una descrizione barocca come il tuo inizio secondo me stava benissimo con delle chat di 1010101000100101000100111 che, anche se non spiegavano nulla, lasciavano intendere che i programmi "parlavano tra di loro".

Poi il finale, veramente. Anche se l'hai già fatto, rileggilo di nuovo.
Ci sono sette frasi di un dialogo in cui spieghi tutto senza creare un minimo di coinvolgimento ossia cambiando nuovamente strada rispetto a quanto fatto prima.

E me la prendo così a cuore solo perché, per me, era una storia tanto interessante ed ho la brutta sensazione che tu l'abbia tirata via nel finale di tutta fretta.
Non certo per mancanza di capacità narrativa.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 21/05/2018 15:21 #18363

gensi ha scritto:
scarpax73 ha scritto:
Sadashi_
Un inizio col botto in cui c'è tutto. Descrizione, narrazione, carica erotica. Insomma, un antipasto così invitante che non vedi l'ora di andare avanti. Ed invece no, niente. Tutto il resto della storia si sgonfia, anziché essere artificiale (o sintetico nel senso informatico del termine) si trasforma semplicemente in arido anzi, a tratti addirittura banale.
La gestione del finale poi, sembra quasi buttata lì per chiudere una potenziale ed eccellente idea, trasmutata in una stesura appena sufficiente.


Che stroncatura, cazzo! Ma un fondo di ragione c'è, in fondo sembro essere passato da Chuck Palahniuk ad Isaac Asimov nello stesso racconto, non che mi voglia paragonare ma è per rendere l'idea, forse tu ami Palahniuk, io li amo entrambi.
Che intendi per artificiale?

Grazie per la stroncatura
Antonio


I tuoi sono i dialoghi di "umani" che frequentano chat e non di programmi che non hanno nulla a che fare con gli umani.
Mi è mancato quel tipo di artificialità. Magari anche qualcosa di estremo.
Una descrizione barocca come il tuo inizio secondo me stava benissimo con delle chat di 1010101000100101000100111 che, anche se non spiegavano nulla, lasciavano intendere che i programmi "parlavano tra di loro".

Poi il finale, veramente. Anche se l'hai già fatto, rileggilo di nuovo.
Ci sono sette frasi di un dialogo in cui spieghi tutto senza creare un minimo di coinvolgimento ossia cambiando nuovamente strada rispetto a quanto fatto prima.

E me la prendo così a cuore solo perché, per me, era una storia tanto interessante ed ho la brutta sensazione che tu l'abbia tirata via nel finale di tutta fretta.
Non certo per mancanza di capacità narrativa.


Sui dialoghi comprendo la tua posizione avrei dovuto pensare a una soluzione diversa questo sì, qualcosa che facesse trapelare l'intenzione togliendo quel lato troppo umano che li caratterizza lasciando però emozionare il lettore...forse un compito troppo arduo per me.
Sul finale hai ragione è troppo secco e sembra essere quasi buttato lì per chiedere la storia. Non lo è ma rileggendolo non posso che darti ragione.
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Re: [#2] La scelta (commenti) 24/05/2018 13:35 #18365

scarpax73 ha scritto:
Ciao Antonio, grazie per il commento elaborato. Sono in generale d'accordo con te su tutto quello che dici, a cominciare dalla possibile limatura di alcuni periodi. Il mio problema è che ogni volta che rileggo cambio qualcosa, quindi a un certo punto chiudo il racconto e lo invio altrimenti non ne esco più. In generale mi interessa più uno stile in linea con la trama e coerente durante il racconto che non la perfezione stilistica, che è qualcosa di più complesso e in fondo personale. Il fatto che tu abbia trovato il racconto facile da leggere mi fa piacere perchè vuol dire che quell'obiettivo è stato raggiunto.

Riguardo al protagonista: vero, il ragazzino è protagonista più di Belisa. Raccontare due personaggi in un racconto breve però mi sembra sempre un'esagerazione. Di Belisa qualcosa andava detto, altrimenti sarebbe diventata solo una megera. In fondo il bambino può essere il lettore, e lasciarne la storia indistinta può permettere a chi leggere di immedesimarsi e fare la propria scelta. Quella era più o meno l'idea


Megma purtroppo era smegma e per questo mi sono già spiegato, errore mio.
Per quanto riguarda il mischiotto italiano inglese devo dirti che la lingua comunemente accettata nelle videochat erotiche è l’inglese, perché quando in italiano a delle modelle giapponesi o americana queste non ti capiranno e ti banneranno. Certo dovrai eccitarti in inglese, ma il pene è poliglotta. I dialoghi in inglese erano una semplice rappresentazione della realtà e del lavoro svolto da Chat.exe, infatti questi dialoghi sono espressi in questo modo: tizio scrive: (e qui quello che scrive realmente). Del resto è una cosa che in letteratura si fa costantemente. Ti cito un esempio, senza che mai io voglia paragonarmi. Tolstoj in guerra e pace inizia con una frase in francese, l’ho cercata è questa: “Eh bien, mon prince, Gênes et Lucques ne sont plus que des apanages, dei dominî de la famille Buonaparte. Non, je vous préviens que si vous ne me dites pas que nous avons la guerre, si vous vous permettez encore de pallier toutes les infamies, toutes les atrocités de cet Antichrist (ma parole, j'y crois), je ne vous connais plus, vous n'êtes plus mon ami, vous n'êtes plus il mio fedele schiavo, comme vous dites.”
Questo non per capriccio ma perché i nobili russi parlavano in francese anche fra di loro a quei tempi, faceva figo. E’ una rappresentazione della realtà. Poi naturalmente nel modo delle videochat come in tutto il mondo moderno i termini in inglese sono alla base di tutto, ma questo non te lo devo spiegare certo io.
Poi che il racconto non ti sia piaciuto mi dispiace, pensavo di fare qualcosa di buono ma a quanto pare ho cannato...capita.
Per quanto riguarda il tuo obiettivo se questo consiste solo nello stile mi spiace, senza trama o altri componenti del racconto quali il protagonista difficilmente otterrai qualcosa di veramente buono. Non voglio essere pedante anche se penso di risultarlo ma ti invito a riflettere su questo punto.
Un’ultima cosa in relazione al fatto che scrivo che tutti avrebbero risposto sì. Mi riferisco all'andamento del racconto. Il ragazzino è l'unico che ha detto n
o, si dice che pure il Papa…, il presidente...il sindaco, il parroco e il maresciallo...insomma tutti si affidano a Belisa tranne il ragazzino. Poi cosa avresti fatto tu o io non è interessante perché non fa parte della narrazione.
E ora ti saluto. Spero di averti dato degli spunti validi, nel mio piccolo ci provo.

Antonio


Ciao Antonio, grazie della risposta. Mi spiego meglio.

Per come l'ho vissuto io (quindi opinione personale), l'uso dell'inglese mi è sembrato un modo per imbruttire il racconto, per renderlo più sporco, ma un tentativo anche troppo evidente. Quindi anzichè sporco l'ho vissuto come sguaiato, soprattutto per la presenza di parole come megma/smegma (i commenti li scrivo a caldo e li posto senza leggere quanto scritto prima per non esserne unfluenzato). La mia opinione è che scrivere un racconto erotico non significhi necessariamente scadere nel volgare, anzi, premierei volentieri qualcuno che riuscisse a creare dolcezza e innocenza in un contesto del genere. Per mio gusto personale non amo volgarità nella scrittura (quindi, una volta ancora, gusto personale).

Sul mio racconto mi spiego meglio: per me questo concorso è palestra, non punto di arrivo. Non ho mai puntato a scrivere qualcosa di impeccabile, anche perchè come forse avrai fatto caso utilizzo spesso un terzo dei caratteri a disposizione. In questo specifico caso mi interessava riuscire a catturare l'atmosfera, e la storia passava in secondo piano, diventava un semplice aneddoto.
Il fatto che uomini di potere si rivolgessero (o così si diceva) a Belisa significa forse che il suo aiuto permettesse il successo, o forse che corrompesse l'anima, o forse ancora che solo una piccola parte di chi accettasse la scelta riuscisse a sopravvivere, e in che stato non si sa, nè importa. Il protagonista rifiuta la scelta e parla della storia al passato, lasciando intendere che è sopravvissuto all'episodio, forse vivendo una vita modesta ma -appunto- vivendo e ricordando l'incontro come niente più che un aneddoto. Questa era l'idea generale. Come accennavo, il racconto si ispira a uno della Allende, pur abbastanza diverso nello svolgimento. Spostare il fuoco sul ragazzo era fondamentale per mantenere l'atmosfera su toni più da leggenda di paese (l'Allende mette Belisa in primo piano) e il non dire niente del ragazzino permette che tutta l'attenzione possa concentrarsi su Belisa e quindi, idealmente, sull'atmosfera.

Grazie ancora del commento Antonio
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