"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." (Italo Calvino)

U6-09: Ventuno

Ventuno: l'ignoto ignorante istruito a collezionista di sfere di gensi


Una voce metallica e gracchiante che si sforzava di mantenere la calma cominciò a risuonare tra le stanze e i corridoi:

«Attenzione! Evacuare immediatamente l'edificio! Questa non è un'esercitazione!»

Nei canonici quindici minuti programmati, lo stabile s'era svuotato di tutto il contenuto d'esseri umani che lo popolava giornalmente.
Alla conta dei presenti mancava però uno dei dipendenti più importanti: era Mr. Greasepaint, un vero e proprio luminare che da anni conduceva ricerche segretate alle quali nessun altro poteva accedere.
Lo si vide fare capolino dall'ingresso principale poco meno di cinque minuti dopo la scoperta della sua assenza.
Sembrava piuttosto trafelato. Si mise a correre e ad urlare a squarciagola:

«Scappate! Non state qui! È pericoloso! Andate tutti il più lontano possibile, vi prego!»


Quell'ultima preghiera da parte sua suonò veramente come una supplica piuttosto che come un ordine.
D'un tratto si poteva assistere ad una scena tra il drammatico e il grottesco: alcuni tra i più grandi scienziati nonché luminari correvano in tutte le direzioni urlando come dei banalissimi pazzi non comprendendo neanche loro cosa stesse realmente accadendo.
Ci volle del tempo prima di capire quale fosse la reale situazione delle cose.
Il primo messaggio inviato tramite social media da Mr. Greasepaint non faceva presagire a nulla di buono.
Quel suo:

"L'esperimento #21 ha preso una piega imprevista"

voleva dire poco o nulla a tutti coloro che non erano vicini allo scienziato.
Fu invece un messaggio chiaro e preciso per coloro che seguivano l'uomo all'interno delle istituzioni militari e che erano in attesa di potenziali sviluppi di questo nuovo progetto.

L'accaduto passò rapidamente in secondo piano. Nessuno era stupito dal fatto che scienziati ben finanziati da governi e multinazionali facessero tra i più svariati esperimenti ed il fatto sembrò turbare solo ed esclusivamente i diretti interessati che non il resto delle persone comuni.
Nell'immediato, la cosa più complicata fu far digerire a tutti gli altri ricercatori e collaboratori che l'area dove erano soliti lavorare era stata interdetta a tutti e che avrebbero dovuto prendersi dei giorni liberi perché a nessuno sarebbe stato autorizzato l'accesso.
Neanche Mr. Greasepaint ebbe l'opportunità di entrare nell'immediato. La stessa gli fu accordata solo dopo cinque giorni dall'episodio e solo dopo una riunione "top secret" non solo nei contenuti ma anche nei partecipanti.
Rientrando ritrovò tutto così come lo aveva lasciato.
La stanza aveva consolle, elaboratori e svariata strumentazione lungo tutti e quattro i muri del perimetro rettangolare. Al centro troneggiava una specie di enorme clessidra che si estendeva dal soffitto al pavimento. L'unica difformità rispetto ad un comunissima clessidra consisteva nel punto centrale di congiunzione. Anziché un piccolo spazio vi era un punto nero che aspirava le cose che aveva al di sopra ed impediva alle stesse di passare nella metà inferiore.
Quello appena descritto era il ventunesimo esperimento. In sostanza si prendeva un oggetto, lo si faceva sparire all'interno del punto nero e si decideva quando farlo riapparire nella metà sottostante.
L'idea era di portarlo poi su vasta scala ma, soprattutto, di poter far riapparire le cose scomparse non solo quando si voleva ma anche dove si voleva.

Tutto ciò però non capitò con #21. Quello che era stato assorbito dal punto nero non era più riapparso nonostante fosse stata seguita la regolare procedura.
All'inizio Mr. Greasepaint pensò ad un semplice errore. Forse il punto nero era troppo potente ed aveva sgretolato l'oggetto (nello specifico si trattava di un portapenne con annessi svariati articoli di cancelleria in esso contenuti). Ma il chip contenuto all'interno aveva continuato a trasmettere. Pertanto, il portapenne, doveva essere ancora in qualche luogo non meglio definito. Quello che fece sobbalzare il nostro scienziato fu però un episodio del tutto anomalo e completamente nuovo. Il punto nero aveva assorbito in tutta autonomia un altro oggetto della stanza (nello specifico alcuni fogli di carta).
La prima reazione di stupore gli fece pensare che il punto nero fosse ormai fuori controllo e che stesse allargando il suo raggio d'azione. Per questo non perse neanche un secondo e si precipitò a lanciare l'allarme facendo evacuare l'edificio.
La verità però fu differente. Trascorsi i cinque giorni, la stanza si presentava esattamente nello stesso modo. Nulla di così catastrofico come già immaginava Mr. Greasepaint.
Riprovo più volte ad avviare le procedure per il rientro del portapenne ma nulla da fare. Lo stesso continuava ad inviare segnali ma non tornava nella metà sottostante.
Poi, d'un tratto, all'ennesimo tentativo, il punto nero restituì uno dei fogli quasi magicamente assorbiti.
Con grande stupore prese atto che il foglio non era più bianco. Aveva delle tracce, molto simili ai ghirigori fatti da un bambino.
Lanciò un nuovo messaggio sui social media e non passò neanche mezz'ora dallo stesso che subito si presentarono nella stanza altri due luminari inviati direttamente dal Governo.
L'ordine era quello di conservare segretamente quanto ricevuto e di non abbandonare la stanza per nessun motivo. Sarebbero stati monitorati ed assistiti dall'esterno e, nel caso di pericolo, sarebbero stati fatti evacuare in tutta fretta.

Dopo le prime ore di qualche iniziale imbarazzo superate con le prime domande di rito, Mr. Greasepaint non perse l'occasione per confessare tutto quello che teneva al suo interno da anni. Raccontò degli inizi degli esperimenti, dei risultati ottenuti e dello stupore di quanto accaduto proprio nelle ultime settimane.
Il fatto stesso di poter parlare liberamente con cervelli altrettanto eccelsi in grado di capire al volo quanto stesse succedendo stimolò tantissimo l'uomo.
Proprio mentre stava rivelando loro questi dettagli, accadde l'imponderabile.
Come fatto per i fogli di carta, il punto nero riuscì ad allargare il suo campo d'attrazione e prese con se i seguenti altri oggetti: un elaboratore, un paio di guanti, il modellino di una Volkswagen New Beetle ed una riproduzione di un quadro di Modigliani.
Il tutto durò poco meno di cinque secondi.
Ancora frastornati, i tre luminari nella stanza, non proferirono altre parole per circa mezzora ma si concentrarono a pubblicare quanto prima aggiornamenti alle loro rispettive direzioni dell'accaduto.
Poi, finalmente, si guardarono, fecero nuovamente un giro intorno al punto nero, provarono ad inserire un nuovo oggetto preventivamente microchippato (nello specifico il libro "Where did I come from?" di Mayle & Robins) che sparì come il resto delle cose.
Attesero il tempo necessario per provare ad effettuare il nuovo richiamo cenando assieme, come al solito, grazie ad uno dei tanti take-away abituati ormai a suonare a quell'interno.
Il libro così come il portapenne non tornarono indietro. In compenso però, a distanza di qualche ora da questo tentativo, il punto nero restituì un nuovo foglio. Il disegno era decisamente più complesso. Una figura (disegnata con uno stile pressoché simile a quello di Modigliani) usciva fuori dalla marmitta di una sagoma di Volkswagen New Beetle.
Gli stessi luminari, dopo aver aggiornato chi di competenza, si misero a fare analisi, contro-analisi, comparazioni ed ogni sorta di studio possibile per capirne di più.
Non ne uscì niente di sensato. Quello era un foglio esattamente come quelli che avevano nello studio, sul quale qualcuno (o qualcosa?) aveva tracciato delle linee ispirandosi agli oggetti che aveva prelevato. Ma a nessuno dei tre sembrò capirne il reale scopo.

Passarono poco più di vent'anni dal giorno di quella prima evacuazione. I tre luminari, a turno, avevano ottenuto taluni permessi per abbandonare temporaneamente quelle stanze anche e soprattutto perché, per anni interi, non accadde nulla. Si persero anche i segnali degli oggetti microchippati e mai più restituiti mentre si riuscirono a recuperare svariati oggetti attraverso le normali procedure.
L'esperimento #21 aveva altresì perso d'interesse durante l'arco di quel tempo poiché altri studi erano riusciti ad ottenere risultati decisamente più interessanti ed erano stati lautamente finanziati dalle multinazionali interessate alla tematica.
Nonostante tutto questo fosse evidente, i tre restarono ligi agli ordini del Governo e continuarono a sorvegliare e sperimentare. Poi, in un giorno di Novembre del ventunesimo anno, a Mr. Greasepaint venne dato l'ordine di farsi assorbire egli stesso dal punto nero. Il Governo era convinto d'aver messo a punto una nuova tecnologia all'avanguardia in grado di rintracciare lo scienziato ovunque egli sarebbe finito richiamandolo così a se a comando e riuscendo finalmente ad archiviare il dossier #21 che godeva ormai anche di parecchie speculazioni mediatiche complottiste.
Fu un attimo. Mr. Greasepaint venne assorbito come un qualunque altro oggetto. Passò il tempo necessario quando venne autorizzato il richiamo dello stesso. Gli altri due luminari compagni dello scienziato provarono una prima volta ma senza successo. Il Governo disse di insistere ma anche il secondo tentativo non andò a buon fine.
La loro tecnologia all'avanguardia si rivelò utile solo a prendere visione degli spostamenti fuori da ogni logica dello scienziato. Stavano riuscendo a monitorarli in tempo reale ma era incomprensibile come potesse percorrere tali distanze in spazi di tempo troppo ristretti.
Dopo dieci tentativi vi rinunciarono.

Passarono altri ventuno giorni quando, nel pieno della notte del mondo finora presentato, ricomparve Mr. Greasepaint.
Ebbe giusto il tempo di prendere visione di quella stanza compagna di prigionia di tutti quegli anni.
Poi s'alzò di scatto in piedi, afferrò le spalle di uno dei due compagni e con una calma inquietante gli disse:

«È finita. O vi fidate di me e scappiamo oppure non resterà niente di quello che conosciamo»

Non appena terminò quella frase vide il secondo compagno di esperimenti procedere con l'immediato e consueto aggiornamento alla direzione.
Si diresse di corsa verso la porta e cominciò ad urlare nei corridoi a squarciagola:

«Scappate! Non state qui! È pericoloso! Andate tutti il più lontano possibile, vi prego!»

Aveva appena superato la soglia del giardino che separava la costruzione dalla strada. Si voltò e l'intero palazzo si stava sgretolando assorbito da quel punto nero stavolta davvero fuori controllo. Per la prima volta nella sua vita non aggiornò nessuno. Si limitò a correre consapevole di ciò che aveva visto e sicuro d'avere un piano efficace tra le mani per salvarsi.

A tre mesi da quell'episodio, Mr. Greasepaint aveva messo il punto finale alla trecentoventunesima pagina di memorie di quel viaggio di ventuno giorni nell'ignoto.
Chiuse il tomo, riaprì la prima pagina rilegata e cominciò a rileggere:

«l'abbiamo battezzato esperimento #21 perché era il ventunesimo tentativo di teletrasportare oggetti. Eravamo convinti di poter gestire uno spazio a noi oscuro esattamente come facciamo per questo pianeta ossia in totale controllo e libertà. Quello spazio invece, per anni, ha assorbito la nostra civiltà, è diventato senziente e tecnologicamente avanzato. S'è autoproclamato regnante Primo dello Spazio Ventuno ed ha deciso di assorbire l'intero pianeta per saziare la propria sete di conoscenza. Ci ha concesso ventuno anni per evacuare tutti. Ma io ho un piano:»

Seguirono, sfogliate rapidamente, altre trecentodiciannove pagine bianche mentre, la trecentoventunesima terminava con un punto finale.
Si diresse verso il megapallone nero grande come il palazzo e gettò il suo manoscritto che venne regolarmente assorbito.
Forse non aveva salvato la vita di tutti gli abitanti futuri di quel pianeta ma s'era almeno garantito il resto della sua esistenza mortale senza quell'imprevisto.
Si mise di spalle, prese a camminare lungo il viale sentendosi come un eroe e mormorò tra se e se:

«la chiave è tutta nel titolo»

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