"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." (Italo Calvino)

U5-04: Il popolo della notte

"NOTTE PRIMA DEI ROTTAMI" di gensi

Marco, classe 1964, nato a Lodi, un'adolescenza passata principalmente a Milano durante il periodo scolastico. Poi qualche lavoretto saltuario fino all'apertura della partita IVA ed alla decisione di diventare agente di commercio.
Un amico del padre, infatti, era appena diventato direttore commerciale di una società piuttosto importante ed affermata del settore dei prodotti abrasivi per metalli preziosi ed aveva bisogno di forze giovani per macinare chilometri e portare i propri prodotti quanto più lontano possibile sul territorio italiano.
Qualche anno dopo, quando il lavoro girava, incontrò Carolina, neo assunta negli uffici commerciali.
Le litigate e le incomprensioni furono molte i primi tempi al punto che Marco domandò ripetutamente al direttore amico del padre di non far più seguire i propri clienti da quella che definì "pazza psicopatica".

Leggi tutto: U5-04: Il popolo della notte

U5-03: Stelle come polvere

"MODULO C-09" di Acciaio

La porta si apre, due guardie trascinano il Dottor Roman al cospetto dell'agente Vadim.

- Buongiorno dottore - esordisce Vadim - Come andiamo oggi?
- Come ieri o il giorno prima o quello prima ancora. Non ci sono molti cambiamenti qui a all'Hotel Ambassador cinque stelle - Roman sorride a denti stretti.
- Bene, vedo che siamo di buon umore. Questo ci aiuterà a fare presto e dopo che mi avrà raccontato i fatti di Tunguska la lascerò andare.
- Ancora? Ho già spiegato tutto più di cinquant'anni fa e mi hanno rinchiuso qua dentro per poi buttare la chiave. Ora spunta fuori lei e vuole ancora informazioni su Tunguska? Dove è stata la madre russia in tutti questi anni?
- Dottor Roman, capisco la sua frustrazione, ma qui le domande le faccio io. Non le deve interessare il motivo per cui sono qui e perchè voglio informazioni da lei. Allora, mi ripeta quando si è fatto quel tatuaggio e cosa rappresenta.

Roman ha la parte superiore del corpo completamente tatuata. E' tutto nero tranne che per una miriade di puntini bianchi fittissimi.

Leggi tutto: U5-03: Stelle come polvere

U5-02: Il giorno sbagliato

"PASQUA" di Andy Dufresne

Un uomo nudo camminava con fare tranquillo. La sua folta chioma, le ferite ancora aperte, gli addominali ipertrofici e la barba da uomo saggio gli conferivano una sicurezza che gli avrebbe potuto permettere di sfidare il diavolo.
Aveva visto una figura femminile in lontananza, voltata di spalle, ma la riconobbe solo dopo aver percorso pochi metri. Decise di prenderla alla sprovvista.
- Cucù!
- Oh Cristo!
Sul volto dell’uomo apparve un riso sardonico – Esatto!
Lo stupore della donna era pari a quello di chi volgendo lo sguardo al cielo vede le stelle per la prima volta.
- Perché fai così Maddy? – terminata la domanda Gesù ebbe un’intuizione che gli parve brillante – Sono nudo solo perché il sudario è tutto sporco di sangue! Lo sai che mi fa senso.
La Maddalena non mutò espressione. La già troppo tartassata pazienza di Cristo se ne andò a farsi benedire.
- Se ti faccio così schifo noli me tangere. Pussa via.
Un morto vorrebbe un minimo di festeggiamenti alla sua resurrezione, non capita di certo tutti gli anni.

Leggi tutto: U5-02: Il giorno sbagliato

U5-01: Fanatismo

"ANGELO CUSTODE" di Andy Drufesne

Vendetta. Ogni cellula del mio corpo ti brama, ma sarò paziente.

- Buongiorno, sono Angelo, custode del museo, cosa posso fare per lei?
- Se continui a rispondere così la gente ti chiederà di farle vedere le ali.
- Simpaticone!
- Tu prima o poi accendili quegli occhiali, altrimenti che te li mando a fare i messaggi? Comunque per stasera va bene.
- Mea culpa, sono un po’ rincoglionito. Passami a prendere verso le otto e mezza.

È una dannata giornata di pioggia e il Custode fatica a camminare sulle sue gambe ancora lievemente atrofizzate. I quattro anni di coma non sono stati dimenticati dai suoi muscoli.
L’Amico lo sorregge prendendolo per il braccio, un gesto che l’orgoglioso Custode percepisce come miserevole carità.
Entrando nel pub irlandese, che d’irlandese ha solo qualche trifoglio qua e là, vengono sommersi da un silenzio che sarebbe paradossale in un pub, a meno che se non si tratti delle nove di un mercoledì sera qualunque.

Leggi tutto: U5-01: Fanatismo

U4-10: Il gigante

"A PONTRHYDYRUN" di marcoslug

– Preacher Evan... io...
Hank attacca con tono quasi supplichevole, gli occhi socchiusi in una fessura quasi filiforme, e, senza la dovuta discontinuità cromatica, l’alta fronte lentigginosa e le scarne gote sembrano un cielo noioso con tante piccole stelle. Le parole non escono, eppure il cuore divampa. Hank si slancia verso l’anziano Pastore, ma le gambe, le lunghe gambe, inciampano nel tavolo che li divide. Difficile controllarle sempre. Poi finalmente i maldestri sussulti trovano sbocco in uno sbilenco e liberatorio abbraccio. Bagnato da liberatorie lacrime.
– Io... io vorrei solo passare inosservato...
Inondato di liberatorie lacrime.
– Oh mio Hank, oh mio piccolo Hank... Il Signore ti ha dato questa natura. Devi accettarla, perché il Signore opera sempre a ragione. Devi... devi solo trovare il modo di assecondarla.
Preacher Evan si prodiga in rassicuranti e circolari discorsi, ciondolando la sua testa di cartapesta, ed anche le spesse mani, che tengono strette uno strano amuleto a forma di corvo, disegnano traiettorie confortevoli. Ma tutto il resto – le nude pareti del bugigattolo in cui si trovano e il tavolo scomposto e la grigia radura fuori – sembra dire tutt’altra cosa: triste e grama la vita del gigante.

Leggi tutto: U4-10: Il gigante

U4-09: Insonnia

"VIAGGI DIVERGENTI" di marcoslug

Prato, Piazza Stazione Centrale, ore 20:30
« Babbo, ma sei sicuro? »
« Vai libera, Fede! Gliel’ho detto a i’ Nardini. »
« E...? »
« E non c’è alcun problema! Sai quanti favori i’ Nardini mi deve... »
« Ok, dai. Bacio! »
« Ciao, bimba! Oh, mi raccomando, occhi aperti! »
« Ma babbo, così mi spaventi! »
Federica: ventitre anni, un corpo agile e spigoloso ma generoso laddove c’è da essere generosi, una frangetta indisciplinata, un senso della giustizia pari solo a quello dell’avventura e del sapersi arrangiare. Sale sul pullman, dopo aver depositato con cura la borsa-weekend nel vano portabagli. Il conducente, il signor Nardini, è intento a bere un caffè con piglio gravoso, come se si trattasse di un’operazione delicatissima, ma, non appena vede Federica entrare, si scioglie in un amichevole sorriso e le fa un occhiolino d’approvazione. Federica, ancora non del tutto rimosso l’imbarazzo, si guarda in giro in cerca di un posto libero. 

Leggi tutto: U4-09: Insonnia

U4-08: Il mare

"UNA MAREA DI PUNTI DI VISTA" di gensi

C'è una cosa su tutte del mare che adoro. Nessuno riesce a restarne indifferente. Quando compare all'orizzonte, a lato della strada che percorriamo o meglio ancora se si presenta in burrasca attraverso lo scorcio d'uno scostamento di tenda lascia sempre a bocca aperta per qualche istante. 
Per tanti anni, per me, il mare non è stato altro che le vacanze estive al sud Italia. Poco importava se in verità ci proiettavamo verso un paesino sperduto tra i monti del Pollino. Noi dicevamo di andare al mare anche se poi, in un mese, vedevamo la spiaggia si e no quattro volte. Quella spiaggia, quel mare “piccolo” creato da una insenatura tra gli scogli, quell'odore di pasta al forno in macchina e quella cazzo di anguria che sbatteva a destra e sinistra durante il viaggio erano protagonisti indimenticabili del paradiso mio e di mio fratello.

Leggi tutto: U4-08: Il mare

U4-07: Il Crepuscolo degli Dei

"DIALOGO TRA UN FILOSOFO E UN PESCATORE" di Wong Fei Hung

L'uomo camminava mestamente lungo la costa attica, presso Eleusi. Lo sguardo perso e la schiena curva indicavano un animo deluso, pareva uno spettro che s'aggirasse in cerca di qualche vittima da tormentare. La notte stava ancora governando su di un giorno che prometteva cielo limpido e brezza primaverile.
Aveva con sè un sacco vuoto che si trascinava appresso, lasciando una sottile scia sul terreno; le povere vesti mostravano la sua umile condizione.
I pescatori della zona lo guardavano con disinteresse, intenti a preparare le piccole imbarcazioni in tempo per la prima luce del giorno. Ignoravano che quello sconosciuto viandante fosse uno di loro.
Il giovane uomo si dirigeva verso la grande metropoli attica, la dotta e ricca Atene. Da lì avrebbe poi superato il porto del Pireo, per arrivare infine al suo rifugio sulla costa, antistante la piccola isola di Egina. Egli apparteneva alla categoria dei paralii, gli abitanti della costa.

Leggi tutto: U4-07: Il Crepuscolo degli Dei

U4-06: Stella cadente

"DUE BIRRE" di Cichetto

Una volta perso il controllo di una moto probabilmente si sbanda, è difficile poi non subire conseguenze fisiche. Infatti non riusciva più a muoversi. Uno strano torpore lo aveva avvolto, se non sapesse di essere conciato così male, poteva anche dire di sentirsi bene, nessun dolore, che strano! C'era anche altro che aveva già identificato. Quella strana sensazione alla gamba era probabilmente dovuta al sangue che se ne andava via; via da lui per sempre, per rifugiarsi tra l'erba alta di quel campo.

La notte era appena iniziata.
In quella strada molto poco trafficata non sarebbe passato nessuno fino al mattino successivo per vederlo e soccorrerlo, non poteva resistere così a lungo. 
Con il passare dei minuti, i momenti di lucidità si alternavano a pensieri sconclusionati, accettabili in una chiacchiera fra amici al bar ma non ora. Il freddo e soprattutto il vino ancora in circolo annebbiavano maggiormente i suoi pensieri, sempre meno limpidi.

Leggi tutto: U4-06: Stella cadente

U4-05: Scavare

"RE CARLO TORNAVA DALLA GUERRA, LO ACCOGLIE LA SUA TERRA, CINGENDOLO D'ALLOR" di Tavajigen

Al ritorno dal conflitto, Re Carlo ebbe una magnifica sorpresa: i suoi sudditi avevano ultimato il suo nuovo castello. Nuovo per modo di dire, perché era stato inaugurato quando ancora il sire era ben lungi dal suo ritorno; quindi il castello mostrava già i primi segni del tempo, l'aria calda e secca di quella regione stava lentamente dando il suo nefasto contributo.
Re Carlo però non badò a tali avversità - i suoi sudditi stavano già celermente provvedendo alle necessarie riparazioni - bensì si magnificò delle alte torri, delle splendide guglie e merli che adornavano le mura, delle bandiere dai molti colori, sventolanti in cima a lunghi pennoni.

Leggi tutto: U4-05: Scavare

Copyright © 2017 UniVersi. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.