AU1-01: Crossover

Creato Sabato, 04 Giugno 2016 11:11
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LA FEDE di Drauen
Tema: Siamo in missione per conto di Dio

Due uomini entrarono nel locale. Pareva avessero fretta. Uno dei due era bianco in volto e si guardò intorno spasmodicamente. L'interno era debolmente illuminato nonostante l'ora pomeridiana. Le vetrate scure e i pochi avventori creavano un ambiente poco accogliente. Ma questo non importava. Il posto non fu scelto a caso. E poi la vide. Una luce tenue al muro a evidenziare una porta.
“Eccolo finalmente!” e si fiondò nella direzione.
L'altro stette in piedi fermo e sbraitò come se fossero soli.
“Te l'avevo detto di non mangiarti tutti quei tacos. Ora cerca di non rendere quel cesso come un angolo dell'inferno. E muoviti, non abbiamo tempo da perdere!”
Il rimprovero non fu nemmeno ascoltato dal primo. Si era già rintanato al sicuro ad evacuare. JB invece fu soddisfatto della propria esternazione e con una smorfia compiaciuta si guardò meglio intorno. Quattro tavoli, solo uno occupato da due uomini, un tavolo da biliardo, un televisore acceso su una mensola al muro, al bancone una bionda girata di spalle.
Lei era totalmente fuori luogo. Piccolina, con due lunghe code laterali, un vestitino corto bianco che metteva in risalto le gambe lisce. Beveva dalla cannuccia un intruglio colorato e non si curava del mondo intorno.
“Oh, un po' di fica qui!”.
JB si diresse al bancone e sedendosi sullo sgabello a fianco con un balzo, si presentò alla bionda alla sua maniera.
“Ciao baby. Che ci fa qui una ragazza tutta sola?”
La ragazza si girò e gli sorrise amichevolmente.
“Ciao! Cercavo un posticino per stare un po' da sola. Cioè, non intendevo dire che sei di troppo! Ma sai, le mie amiche certe volte son un po' pressanti. E così ho bisogno di prendere un po' d'aria. Ma fuori fa un caldo incredibile! Non pensavo che Los Angeles fosse così afosa. Da dove vengo io piove sempre... E poi entro in questo locale e non hanno nemmeno delle fragole per un bel frullato. Ho dovuto ordinare un succo di frutta da discount. Te invece? Che mi racconti d'interessante?”.
Un turbine di parole. Eruttò tutto gesticolando incessantemente. Una vocina acuta ma non fastidiosa. Ma soprattutto un viso angelico che colpì JB lasciandolo inizialmente senza parole.
“Mio dio! Ma quanto parli?! Riesci a respirare tra una frase e l'altra?
Beh, io son qui di passaggio con un mio amico. Sai, abbiamo affari, progetti, non ci crederesti mai! Non siamo quel tipo di uomini che perdono tempo bevendo birra in un locale alle due del pomeriggio.”


Gli occhi dei due seduti al tavolo si alzarono con sguardo malevolo. JB non se ne curò e cominciò a ridere sguaiatamente mettendo in mostra la mascella da scimmione.
“Ma come sei carino!” miagolò la biondina inclinando la testa sulla propria spalla. “Dai, dimmi tutto! Io vedo sempre le stesse cose...”
I pensieri di JB erano chiari e lampanti, gli occhi brillavano di una luce penetrante e la tipica smorfia si ampliava.
“Si dà il caso che siamo in missione per conto di Dio. Oh no, non son di certo uno di quei tipi religiosi strani. Sono un artista, un fottuto cazzutissimo rocker!”.
Le ultime parole urlate furono accompagnate dalla mano con indice e mignolo alzati.
Lei lo guardò con occhi stralunati. “Ma davvero?! Anch'io canto. Siamo qui in tournée e ci esibiamo domani sera! Vieni a sentirci? Anzi, ti va di uscire con me ora? Potremmo divertirci aspettando il concerto! Aspetta solo un attimo che mi sistemo”.
La bionda si allungò e diede un candido bacio sulla guancia di JB, poi prese la sua borsetta e si diresse verso la toilette.
JB quasi nemmeno si accorse che in quel momento stava uscendo il suo amico. La seguì con lo sguardo finché la porta non si chiuse completamente.
“Ho fatto! Dai andiamo!”.
“Ma scherzi? L'hai vista quella fica! Me la vuole dare! Non posso perdere un'occasione del genere. Ma l'hai guardata? E' un angelo sceso dal cielo”.
“Quella non ci sta con te nemmeno se la paghi. E comunque muoviti, abbiamo cose più importanti da fare”.
“Parla quello che ha voluto a tutti i costi fermarsi al furgone del messicano. E che avrà ridotto il cesso in una camera asfissiante. Mia povera baby, chissà le pene che stai soffrendo in questo momento!”.
“Dai deficiente, dobbiamo andare al museo!”.
JB si girò di scatto. “Senti, mi devi almeno due ore...”. Le parole si fermarono improvvisamente. L'audio della TV emetteva una canzonetta smielata mentre il giornalista leggeva le ultime notizie del TG. Lo schermo mostrava il video di cinque ragazze su un palco, davanti a una folla immensa. E in mezzo c'era la sua baby.
“Ma che cazz...”
Nello stesso momento la bionda uscì. Avanzava con lo stesso sguardo angelico e il passo sicuro. JB invece la osservava quasi con timore. Indietreggiò di mezzo passo e con la mano avvertì qualcosa. Appena lei entrò a portata, JB alzò la stecca da biliardo e gliela spaccò in fronte, mandandola a terra priva di sensi e sanguinante.
Mentre il barista e gli uomini accorrevano in soccorso, JB si inginocchiò a terra e con gli occhi verso l'alto urlò “Non sono caduto in tentazione! Ho perso la scopata del secolo! Ma la mia fede in te mai vacillerà, mio Ronnie James!”.
KG strattonò l'amico e lo tirò verso l'uscita del locale.
“Ma sei completamente rincretinito? Scappiamo prima che arrivi la polizia!”.
Quella sera un bambino raccontò alla madre di aver visto due ciccioni correre sotto il sole cocente pomeridiano, mentre uno dei due urlava ripetutamente “Dio uno, Satana zero!”.

 

Film:
Spice World
Tenacious D e il destino del rock